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Barbara MrsTeapot B's favorites book montage

Narcopolis
Libertà
Mr Gwyn
Tre volte all'alba
Nel tempo di mezzo
1Q84: Libro 1 e 2. Aprile-Settembre
Ragione e sentimento
Una cosa da nulla
84, Charing Cross Road
Mr Jones e lo zoo della Torre di Londra
C'è ma non si
Il profumo
Stirpe
Le notti bianche, La mite e Il sogno di un uomo ridicolo
Il Circolo Pickwick
Il Maestro e Margherita
La signora Dalloway
La cena
Un giorno di gloria per Miss Pettigrew
La metamorfosi


Barbara MrsTeapot B's favorite books »

sabato 31 maggio 2014

Del romanzo di Murakami e Magritte e dei neologismi di una visionaria

Ho letto L'INCOLORE TAZAKI TSUKURU E I SUOI ANNI DI PELLEGRINAGGIO, l'ultimo romanzo di Murakami da poco uscito in libreria, edito da Einaudi e ci ho trovato René Magritte. Ma partiamo con ordine.
Dopo la trilogia di 1Q84 - che adoro - Murakami torna su aspetti più intimistici e ci presenta, fin dalle prime righe, un trentaseienne tormentato e disagiato; un incipit che ha tutte le carte in regola per essere ricordato alla stregua dell'indimenticabile inizio tolstojano di Anna Karenina, anche se decisamente più cupo:

Dal mese di luglio del suo secondo anno di università fino al gennaio seguente, Tazaki Tsukuru aveva vissuto con un solo pensiero in testa: morire.

Iniziamo bene... - mi sono detta. Ma Murakami ha IL dono, e si continua a leggere con un'avidità di parole che pochi scrittori sanno far nascere.

Il perché del suo pensiero di morte è già riportato in quarta di copertina, quindi non svelo niente di che: Tsukuro è stato improvvisamente espulso ed isolato dai suoi quattro migliori amici, due ragazzi e due ragazze, con i quali aveva stretto un'amicizia "elitaria" fin dal primo anno del liceo. Così, senza perché e per come. Da un giorno all'altro. Rifiutato dai suoi unici amici. Quindi sprofonda in una depressione tale da portarne i segni anche a distanza di sedici anni, isolandosi dal mondo, incapace di legami profondi, in preda al terrore del rifiuto, apatico. Apatico perché a Tsukuro la cosa non sembra dispiacere più di tanto: dopo aver convissuto con il suo desiderio di morte per mesi, ha indossato altri panni, una maschera e ha ricominciato a sopravvivere nel suo mondo tranquillo, piatto, incolore.

E' Sara, la donna che potrebbe diventare la sua compagna di vita, a spronarlo, in qualche modo, a ricercare i suoi ex amici per capire il perché di quel gesto crudele che tanto l'ha sconvolto. A questo punto della storia ci si arriva dopo vari intervalli di flashback, mai noiosi, né irritanti, che spaziano - termine esatto - tra il mondo reale e quello onirico, sfociando nel surreale, cosa frequente in Murakami.

E ora veniamo a Magritte. Vuoi per il surrealismo che caratterizza le opere di Murakami, vuoi per i richiami ricorrenti nel libro del brano Le mal du pays di Liszt, L'incolore Tazaki Tsukuru era già stato dipinto dal pittore belga. L'associazione viene da sé, lo ammetto, parlando di surrealismo non si può non pensare a Magritte, ma sembra quasi che Murakami abbia messo in fila alcuni suoi dipinti e ne abbia raccontato la storia, oppure che in uno spazio-tempo a noi inacessibile Magritte abbia deciso di illustrare il romanzo di Murakami.

Fatto sta che a me la cosa un po' mi ha impressionato, perché mentre leggevo ho visto:

Le affinità elettive di Tsukuro e dei suoi amici al tempo del liceo

Les affinité électives (1933)
La solitudine e la sensazione di rifiuto di Tsukuro ne Il Presente (anche la mancanza di colore)
Le présent (1938/1939)
Il brano di Litzs Le mal du pays ne La nostalgia (per l'appunto), nostalgia che fa da sottofondo, riaffiorando di tanto in tanto, per tutto il libro
Le mal du pays (1940)

Le acque profonde in cui nuota Tsukuru: in piscina - fisicamente - e  - metafisicamente - nella sua coscienza
Les eaux profondes (1941)
La condizione umana di Tsukuru che oscilla tra realtà ed immaginazione, tra realtà e sogno
La condition humaine II (1935)

Il ruolo della memoria
La mémoire (1948)
Lo stupro
Le voil (1934)
L'invenzione collettiva, il travisamento della realtà, il ragionamento comune (e con questo romanzo Murakami ci dà una bella lezione, secondo me)

L'invention collective (1934)


Chi ha letto il romanzo forse avrà apprezzato di più queste particolari illustrazioni al libro o magari non condivide - mi piacerebbe parlarne con qualcuno - di certo non ho spiegato nulla onde evitare accuse di spoiler. Perlomeno spero di aver suscitato la curiosità in chi non ha ancora letto L'incolore Tazaki Tsukuru.
Come tutti i libri di Murakami, anche questo difficilmente si dimentica e lascia qualcosa, nel profondo. 

Marzullinando, devo ancora decidere se Tazaki Tsukuru è spiazzantemente bello o bellissimamente spiazzante. 

Come al solito, buona lettura! Leggere fa bene!

martedì 13 maggio 2014

Buon compleanno Montalbano!

Vent'anni fa usciva nelle librerie La forma dell'acqua e  Andrea Camilleri dava vita al Commissario Salvo Montalbano.
Per festeggiare questo particolare compleanno, la casa editrice Sellerio - la mamma di Montalbano - ripropone le sue avventure in edizione speciale: le copertine classiche rivisitate, note dei più famosi scrittori del panorama nazionale e tiratura limitata (anche il prezzo lo è). Insomma, un bel regalo per tutti quanti.



I dettagli dell'iniziativa li potete trovare qui: Le indagini di Montalbano
Non mi resta che augurare buon compleanno a Montalbano, buone (ri)letture a voi e
lo sapete, vero, che il 29 maggio Montalbano torna in libreria con una nuova avventura? La piramide di fango.

Vorrei ringraziare in modo affettuoso la casa editrice Sellerio per la cura e le attenzioni che sempre ha sia nei confronti delle sue edizioni che dei suoi lettori.

giovedì 8 maggio 2014

Potrebbe esser peggio ...

L'Italia che legge è, o presto sarà, al Salone Internazionale del Libro di Torino (8-12 maggio). 
Io per l'ennesima volta - purtroppo - NO!

Ridotta a seguirlo via Twitter (#SalTo14), sbavando e bevendo litri di Maalox. 


Propongo un minuto di silenzio astensione lettura.
...
...
...
... zzzzzz ...

martedì 6 maggio 2014

Aspettando Murakami (So many books #2)

20 maggio 2014: la data di uscita dell'ultimo romanzo del mio amatissimo Murakami, L'incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio - Einaudi.

Ma uffa, avevo fatto dei programmi, avevo i miei libri da leggere. Ho anche preso in prestito dei libri dalla biblioteca, ci sono delle scadenze da rispettare. Capìta l'antifona, mi tocca fare dei tagli - pure qui! Ok, allora, fatto

1. finire 1984 di Orwell,versione Mondadori della collana Classici Chrysalide (merita!)
2. iniziare subito Funeral Party, di Ljudmila Ulickaja - Frassinelli, da restituire in biblioteca e preso insieme ad altri due testi per me e a 900.000.000 per il pargolo - che si lascia sempre prendere la mano, in biblioteca.
3. Poi volevo leggere Gli eroi imperfetti, di Stefano Sgambati - Minimum Fax.

E poi c'erano:
Uomini da cocktail, di Anthony Powell - Elliot
6.41, di Jean - Philippe Blondel - Einaudi
Tenera è la notte, di Francis Scott Fitzgerald - Minimum Fax
Maschio bianco etero, di John Niven - Einaudi
Tutto il tempo del mondo, di Edgar L. Doctorow - Mondadori
Xingu, di Edith Wharton - Passigli
Free love, di Ali Smith - Feltrinelli
Una settimana schifosa, di Eoin Colfer - Mondadori
...

Ce la farò entro il 19? Il 20 deve essere assolutamente "libera" per dedicarmi completamente, anima e corpo, a LUI.



(Sono già in ansia da prestazione!)

lunedì 5 maggio 2014

Ho letto LA RAGAZZA DEI COCKTAIL

Grazie alla caparbietà dell'editore Charles Ardai, che dopo nove anni di ricerca è riuscito a rintracciare il manoscritto - come racconta egli stesso nella postfazione al libro - quello che potete avere tra le mani è l'ultimo romanzo di James M. Cain, pubblicato in tutto il mondo a distanza di trentacinque anni dalla sua morte, in Italia da ISBN Edizioni.
"La ragazza dei cocktail" è infatti l'ultima dark lady di Cain e, una volta fatta la sua conoscenza, non potete non cadere nella sua rete ammaliatrice, lasciandovi letteralmente rapire dalla sua storia palpitante e misteriosa, da godere fino all'ultima pagina.

Immagine tratta dalla fascetta del libro scaricata dal sito di ISBN edizioni,
l'illustrazione è di Michael Koelsch

Il libro si apre con il funerale del marito violento e alcolizzato di Joan Medford, morto in circostanza misteriose dopo un incidente automobilistico. Al verde, sospettata di omicidio e con un bambino piccolo da mantenere, la ventunenne e sexy vedova si vede costretta ad accettare un lavoro come cameriera al Garden of Roses: dovrà servire ai tavoli vestita con hot pants e camicetta, e lei sa che più disinvolta si mostrerà e meno lascerà spazio all'immaginazione circa le sue forme fisiche, più le mance saranno cospicue.
Tra i clienti del bar vi sono Tom, un bel giovane ambizioso, allegro, sfrontato e molto, molto attraente e Earl K. White Terzo, un uomo anziano, palliduccio, molto milionario e affetto da angina pectoris, costretto a vivere con le pastiglie di nitroglicerina a portata di mano. Entrambi vorrebbero cadere ai bei piedini di Joan, ma la bella maliarda non sa se lasciarsi andare al più focoso degli istinti o se cedere alla tranquillità economica . Dopo essersi decisa, la storia prenderà una piega che ben si addice al temperamento intraprendente e disinvolto della nostra lady.

Nel romanzo vi sono echi dei famosi capolavori di Cain, Il postino suona sempre due volte, La morte paga doppio, fino a Mildred Pierce, ma non ci si deve lasciare ingannare, perché i colpi di scena sono tanti e fino all'ultima pagina.

L'originalità ed il coinvolgimento di questo romanzo - come fa notare Ardai sempre nella postfazione - stanno nel fatto che il lettore dipende assolutamente da Jane: Cain scrisse nei suoi appunti che tutto il libro deve ruotare intorno all'odore caldo, intimo, sudato, femminile del bar. E' Joan a dare il tono - la sua camminata, i suoi vestiti, il profilo delle sue gambe, il suo odore...

Ed è Jane stessa che ci racconta la sua storia, quindi sorge spontanea una domanda: le dobbiamo credere?

domenica 4 maggio 2014

sabato 3 maggio 2014

Ho letto IL CARDELLINO

Donna Tartt alla Shakespeare
and Company di Parigi
L'ultimo romanzo di Donna Tartt è bellissimo. Dieci anni per scriverlo, pochi giorni per leggerlo, nonostante le sue quasi novecento pagine. Perché la storia cattura il lettore fin dalle prime righe, in cui troviamo un adulto Theo in stato confusionale, ubriaco, malato, forse drogato, forse colpevole di qualche delitto, nascosto in una stanza d'albergo ad Amsterdam, dove ha inizio il lunghissimo flashback che ci porta ad un Theo dodicenne che sta per intraprendere la sua incredibile avventura, dai toni modernamente dickensiani.

La copertina
Il cardellino, edito in Italia da Rizzoli, ha valso il Premio Pulitzer 2014 a Donna Tartt che ho trovato insuperabile per la ricercata accuratezza che ha avuto nella scelta di aggettivi, verbi, avverbi, luci, movimenti, umori, gesti, facce, camminate - doveroso un plauso al traduttore che ha reso onore alle doti della Tartt, Mirko Zilahi de' Gyurgyokai.
Quando descrive New York... mi sembrava di esserci nata e l'ho amata con tutto il cuore, a Las Vegas sono morta di caldo ed è stato il periodo più devastante che io abbia mai vissuto, ho respirato il profumo dei mordenti, degli impregnanti e dell'olio di lino. Ho rubato, amato, imbrogliato, mi si è spezzato il cuore e ho pianto di disperazione, di rabbia, di vergogna e di gioia.

Tra la "realtà" da un lato, e il punto in cui la mente va a sbattere contro la realtà, esiste uno spazio sottile, uno spicchio d'arcobaleno da cui origina la bellezza, il punto in cui due superfici molto diverse tra loro si mescolano e si confondono per procurare ciò che la vita non ci dà: e questo è lo spazio in cui tutta l'arte prende forma, e tutta la magia. 
E - aggiungerei - anche tutto l'amore. O, forse più accuratamente, questo spazio intermedio illustra la discrepanza fondamentale dell'amore.

Un romanzo che mi sento di consigliare a tutti perché non ascrivibile ad un unico genere, come in un dipinto, ci sono infinite sfumature; è un thriller, un romanzo di formazione, un romanzo d'amore, di amicizia, di avventura, d'arte.

Dopo aver letto la critica magistrale di Matteo Persivale, che lesse The Goldfinch in anteprima, non mi sento all'altezza di aggiungere altro perché sarebbe superfluo e vacuo. Vi raccomando quindi il suo pezzo Donna Tartt: l'eternità è un cardellino scritto per La Lettura del Corriere della Sera e che potete leggere cliccando sul titolo dell'articolo. Godetevelo, sono sicura che dopo vorrete avere tra le mani Il cardellino e congratularvi con Persivale (io l'ho fatto).

Il cardellino,
di Carel Fabritius
Un unico e ultimo consiglio, se volete fare i fichi l'edizione cartacea farà un figurone in libreria e tutti vedranno che avete letto la Tartt, ma per i lettori librocubicolari come me, e dotati di lettore e-book, consiglio la versione digitale, i polsi ringrazieranno.

Un appunto, fino al 25 maggio Il cardellino di Carel Fabritius è esposto al Palazzo Fava di Bologna che ospita l'eccezionale mostra La ragazza con l'orecchino di perla. Il mito della Golden Age. Da Vermeer a Rembrandt - Capolavori dal Mauritshuis. Spero di riuscire ad andarci, so già che mi commuoverò. (Ho fatto trenta... vi raccomando anche, se non l'avete già letto - è del 2000 -  La ragazza con l'orecchino di perla, di Tracy Chevalier - Neri Pozza. Merita, ha anche fatto "cambiare" nome al dipinto, nonostante il turbante sia sempre al suo posto).

Buona lettura a tutti, anzi, ottima.

Grazie a M. per il bellissimo regalo.

venerdì 25 aprile 2014

IL MAGGIO DEI LIBRI - LEGGERE FA CRESCERE 2014

Io l'ho stampato e lo uso
come segnalibro!
Riparte la campagna nazionale, nata nel 2011 per promuovere la lettura, denominata Il Maggio dei Libri - leggere fa crescere, che è iniziata il 23 aprile in concomitanza con la Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore e che si concluderà il 31 maggio.


Il tema forte che la campagna si propone di far emergere riguarda il valore sociale e affettivo del libro: portare il libro tra la gente, distribuirlo, farlo conoscere, esaltarne tutte le potenzialità perché sia percepito nell’immaginario collettivo come un autentico compagno di vita, per favorire e stimolare l’abitudine alla lettura. Sul territorio nazionale, dalle grandi città ai piccoli centri, regioni, province, comuni, scuole, biblioteche, associazioni culturali, case editrici, librerie, circoli di lettori, ecc, promuovono iniziative che si svolgono anche in contesti diversi da quelli tradizionali, per intercettare persone che non leggono abitualmente, ma che possono essere incuriosite, se stimolate nel modo giusto. La campagna del 2013 ha raccolto oltre 3000 adesioni, un numero grandissimo di appuntamenti che denota una forte partecipazione alla campagna su tutto il territorio nazionale.

Quest'anno ho la fortuna di sostenere attivamente questa magnifica iniziativa, cercando per quello che posso di tenervi aggiornati su eventi atti a promuovere la lettura e condividendo i miei compagni di carta (e digitali) con voi, sperando di incuriosire chi magari legge poco o, addirittura - che bello sarebbe! - convertire qualcuno in appassionato lettore.
Per rimanere sempre aggiornati sulle iniziative potete consultare regolarmente il sito www.ilmaggiodeilibri.it (ci si arriva anche cliccando sul banner in alto nel mio blog) e scaricare l'applicazione gratuita per gli smartphone.

Il Maggio dei Libri si avvale della collaborazione dell’Associazione Italiana Editori, oltre che del supporto di partner istituzionali (Presidenza del Consiglio dei Ministri, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Associazione Nazionale Comuni Italiani), e si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO.

Non mi resta che augurarvi buon mese di maggio, buone letture e - lo ripeterò all'infinito - grandi lettori si diventa fin da piccoli: un bambino che legge sarà un adulto che pensa. Mi sento però di aggiungere anche che non è mai troppo tardi per iniziare. 

mercoledì 23 aprile 2014

Buona Giornata Mondiale del Libro

a chi ama leggere e a chi no (e non sa quel che si perde!)


martedì 22 aprile 2014

L'ora delle storie per la giornata Mondiale del Libro e del Diritto d'Autore

In occasione della Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore che, per volontà dell'UNESCO dal 1995 cade ogni anno il 23 aprileil gruppo di lavoro In Vitro - Ravenna promuove L'ora delle storie, una sorta di flash mob di letture che coinvolgerà l'intero territorio provinciale e che sarà l'occasione per scoprire e riscoprire le tante biblioteche che ogni giorno lavorano per diffondere il piacere di leggere. 

Per tre giorni, 22, 23 e 24 aprile, agli stessi orari, i bibliotecari ravennati leggeranno per noi.

L'elenco completo degli orari e delle biblioteche lo potete trovare qui. L'ashtag su twitter è #oradellestorie



Non mi resta che augurarvi buona giornata del libro e vi aspetto numerosi alla Biblioteca Celso Omicini di Castiglione di Ravenna: io sarò lì, con la bibliotecaria Eleonora e tante bellissime storie alle ore 16.30 del 23 aprile.


E se volete fare un regalo gradito ai lettori appassionati come voi, sappiate che ormai sta prendendo piede in molte librerie l'iniziativa, nata nella libreria Ex Libris di Genova, del #librosospeso: puoi pagare un libro per un fortunato librovoro come te, come il caffè sospeso della migliore tradizione napoletana. 

venerdì 18 aprile 2014

Addio a Gabriel García Márquez

E' il primo sudamericano che ho letto e Cent'anni di solitudine non si dimentica facilmente. 
Non starò a raccontare la rava e la fava di chi era Gabriel García Márquez, della sua malattia, di quello che ha scritto, del realismo magico, di Macondo. Per quello ci sono Wikipedia e i centinaia di articoli che fioriranno sul web.
Mi limito a dire che 

è arrivato alla fine di ogni speranza, più in là della gloria e della nostalgia della gloria.




lunedì 31 marzo 2014

Ho letto il #fachiro

O meglio, #fachiro è l'hashtag (ma non si dovrebbe scrivere lo hashtag, anche se dal suono meno armonico?) per il romanzo d'esordio del francese Romain Puértolas dal titolo wertmülleriano L'incredibile viaggio del fachiro che restò chiuso in un armadio IKEA, edito da Einaudi e da domani, primo aprile, in libreria.

Ajatashatru Lavash Patel (si pronuncia ad minchiam per assonanza con quel che più vi pare) è un fachiro indiano - sì, vabbè, e io sono la sosia di Belen, ci siamo capiti - che, sovvenzionato dai suoi compaesani a seguito dell'ennesima truffa da lui perpetuata, si reca a Parigi per comprare all'IKEA un letto di chiodi in offerta a 99,99 euro.
Munito di un'unica banconota da 100 euro, peraltro falsa e stampata solo su un lato, il nostro truffatore decide di passare la notte tra i mobili svedesi, cibandosi di salmone e polpettine e, com'è e come non è - curiosi, eh? - rimane chiuso in un armadio. Da lì inizia il suo girovagare a sbafo per mezza Europa ed il Nord d'Africa.



Durante le sue incredibili avventure il nostro fachiro incapperà in solitarie parigine, migranti clandestini, schizzati tassisti gitani e pure nella bond girl Sophie "Marciò". Trufferà, scriverà un libro, viaggerà in mongolfiera e in nave, e poi ci sarà anche posto per l'amore.



Il fachiro è bastardo come Mr. Bean, affascinante come Omar Sharif e ha una gran faccia tosta. Vi divertirà e vi strapperà sorrisi di commozione, perché alla fine...
Un libro che è una panacea, in testa alle classifiche francesi per settimane e sta già per diventare un film.
Comprare il #fachiro, in libreria, non all'IKEA - però...potrebbe essere un'idea - è come comprare una dose di ottimismo. Trascorrerete momenti divertenti e spensierati, e direi che ce n'è proprio bisogno. Regalatevelo e regalatelo.

Buon divertimento! (Grazie S.J.!)

lunedì 17 marzo 2014

Ho visto ALLACCIATE LE CINTURE

Ok, sono di parte, lo ammetto. Adoro Ozpetek e ho adorato anche il suo ultimo film "Allacciate le cinture".
Dal trailer non avevo capito la trama, ed è stato bello così, anzi, mi ero immaginata tutt'altra storia. Quindi non voglio rivelare niente e potrei finirla qui. Ma mi sento di aggiungere che tutti gli attori sono stati magnifici, ma proprio tutti. Poi Kasia Smutniak... stupenda. Bellissima Lecce e mai colonna sonora fu più azzeccata.
Ozpetek ha il dono di toccare le corde giuste e di rendere poetico tutto quello che racconta. Potessi scegliere di essere qualcun altro vorrei essere lui; niente in lui è fuori luogo. Io invece non faccio mai niente al momento giusto, o prima o dopo, ma al momento giusto, mai. E' proprio un dono. E' genialità, sensibilità, intelligenza, arte.
Andate a vederlo e, se amate Ozpetek, leggete Rosso Instanbul, la quintessenza.

Vi lascio con la bellissima canzone A mano a mano di Cocciante interpretata dal mitico Rino Gaetano: la canzone giusta per il film giusto - inutile, è un dono il suo.

venerdì 7 marzo 2014

Di me, Clarissa e le altre

Oggi mi sono sentita come la Signora Dalloway e 
i fiori me li sono comprata io.


Così, perché è tornato il sole, perché sono dalie e mi sono piaciute quelle gialle.
Durata stimata: dieci giorni, perché il pollice verde non ce l'ho.

Ah, Clarissa! Quanto la adoro!

A proposito di adorazione, donne e libri. Se amate una donna lettrice, domani per la Festa della Donna invece della solita mimosa -che peraltro fa venire un mal di testa boia a certe donne bizzarre - potreste regalare il magnifico libro illustrato "Le donne che leggono sono pericolose" (vero!), di Stefan Bollmann e Elke Heidenreich, edito da Rizzoli. Un libro che attraverso dipinti, disegni e fotografie racconta la storia della lettura femminile. Un volume che è un piacere per gli occhi e nel quale spesso mi perdo.

La lettrice, di Jean - Jacques Henner


Buone letture, auguri alle donne e compratevi dei fiori.

venerdì 14 febbraio 2014

Testimonial di eccellenza - metoopot#1






Visto che testimonial? Mica pizza e fichi. Se ci han messo la faccia loro, a voi che cosa costa? Possibile mai un commento?
Eppure lo so che ci siete, e che tornate. Me lo dicono i magici contatori di google analytics. 
Dai, non fate i timidi. Il tempo di infusione del tè. Vi aspetto e, se proprio siete di fretta, mi accontento di un #metoopot.

mercoledì 12 febbraio 2014

Ho letto ODESSA STAR

Herman Koch
L'ho tanto atteso (vedi qui), ma ne è valsa la pena. I miei timori erano infondati. L'autore de La cena e Villetta con piscina è sempre stato esageratamente fuori di testa. Mitico!
Odessa Star è il suo romanzo più pulp e più ironico; in un certo senso più leggero, ma solo per come sono esposti i fatti. La denuncia sociale c'è, eccome, la psicopatia pure, ma il tutto è raccontato in modo così canzonatorio che la cosa quasi ti sfiora appena:
sì, ok, hanno sparato a uno, ma dai, troppo ridere. Ti immagini? Sei lì tranquillo e quello tira fuori la pistola e spara - risata -  dai, non può succedere - risata.
Ho letto critiche discordi, soprattutto di lettori, che mi hanno confermato che Koch o lo reputi un genio o un deficiente malato - io genio, si era capito? 


Be', è forte. Racconta la storia di Fred, colpito da una sorta di crisi di mezza età "genitoriale": pur di far colpo sul figlio adolescente - che reputa il padre un perdente - innesca una serie di fatti a dir poco assurdi, accompagnato dalla colonna sonora de Le iene di Tarantino, mettendosi nelle mani dell'ex compagno delle superiori, Max G., stimato uomo di potere che deve i suoi successi a metodi criminali. Max ha sempre rappresentato un ideale per Fred e fin dalle prime pagine del romanzo si apprende che è morto.  Il resto, tra flashback e non, è una storia bellissima e per nulla banale.

Ora avete solo due possibilità con Odessa Star

1) entrate nelle prima libreria che vi capita a tiro, lo comprate, ve lo gustate in tutta la sua ironica e isterica frenesia e buon divertimento!

2) BANG!

giovedì 6 febbraio 2014

Ho letto IL TESTAMENTO DI MARIA

Finalista al Man Booker Prize 2013, Il testamento di Maria dell'irlandese Colm Tóibín è un romanzo - forse più un lungo racconto - che ho dovuto lasciar sedimentare per un po' di giorni, prima di poterne scrivere.
Appena terminata la lettura ho chiuso il libro e come mi hanno insegnato ad Oxford ho detto: "Minchia!".

Una storia forte per me, cresciuta con un'educazione cristiana. Una storia originale e penetrante. Una storia emotivamente sconvolgente, che si sia credenti oppure no. Una storia cruda, raccontata in modo sublime. 

Un bellissimo libro che merita di essere letto.

Non mi vergogno a dire che più di una volta ho pianto mentre leggevo, a volte per commozione, a volte per sdegno, per rabbia, per pietà, per empatia.

Maria, ormai anziana, si rifugia al tempio della dea Artemide e dà voce ai suoi ricordi riguardo agli ultimi giorni di vita di Gesù; la sua passione, la sua morte e la sua resurrezione. Lo fa con il rancore di una madre arrabbiata, umiliata dalla paura che avuto nel giorno della morte di quel figlio che aveva raccolto attorno a sé un gruppo di buoni a nulla, anche se lui, malgrado tutto, non lo era. Raduna buoni a nulla e otterrai solo temerarietà, ambizione e cose del genere.

Tóibín racconta di una Maria donna, madre e moglie, con una capacità di immedesimarsi disarmante.  Non si possono che condividere le emozioni di quella donna esiliata che ogni giorno deve rivivere il tormento che ha passato.

Le dico quanto desidero dormire nella terra riarsa, diventare polvere in pace chiudendo gli occhi all'ombra di qualche albero. Nel frattempo, quando mi sveglio di notte, voglio di più.
Voglio che ciò che è successo non sia mai accaduto. Non avrebbe potuto prendere un altro corso? Non avremmo potuto essere risparmiati? Che cosa costava?

Lungi dall'essere stato blasfemo, Tóibín è riuscito, descrivendone la fragilità umana, a rendere la figura di Maria ancora più martire e santa.


Colm Tóibín
"Il testamento di Maria"
Bompiani - 2014

Titolo originale: "The Testament of Mary" (2012)

traduzione di Alberto Pezzotta




martedì 4 febbraio 2014

Ho letto LE DONNE DEL SIGNOR NAKANO

Dall'elegante autrice de La cartella del professore un'altra chicca, Le donne del signor Nakano, edito da Einaudi.

Un tipo mingherlino con i baffi, il signor Nakano, sulla cinquantina, con una faccia quadrata e cotta dal sole cui si addice meglio la definizione "un pezzo di sapone scuro con due occhi e un naso" e che indossa sempre un berretto di lana. Ha il suo caratterino, ma riesce a farsi voler bene. E' al terzo matrimonio, ma dell'attuale moglie neppure l'ombra nel romanzo. 
Le sue donne sono l'amante, l'eccentrica sorella Masayo, eclettica artista, e la giovane Hitomi, la dipendente del suo negozio di roba vecchia, non di antiquariato, ci tiene a specificarlo, Nakano.

Masayo ci apre le porte della bottega Nakano, ci sistema come fossimo un oggetto del negozio, su un comò o su una vecchia sedia, e ci fa assistere alle vicende amorose dei protagonisti, ascoltandone i dialoghi, gli scambi di battute, osservando un rossore, percependo un tremito o un respiro trattenuto.

Quello che più mi piace dei romanzi di Kavakami Hiromi sono i titoli dei capitoli: nomi di oggetti che diventano l'essenza del capitolo stesso, come se questi oggetti avessero la capacità di influire sul nostro stato d'animo e sulle nostre emozioni, anche sul nostro destino.

La realtà raccontata da lei diventa poesia. Tutto in questo romanzo, sebbene l'ambiente sia un po' buio e polveroso, appare etereo. Le storie si sviluppano giorno dopo giorno, mese dopo mese, divenendo evanescenti, e quel che rimane dopo la lettura è come la nota di fondo di un buon profumo.



Kawakami Hiromi
"Le donne del signor Nakano"
Einaudi - 2014

titolo originale: Furudōgu Nakanoshōten (2005)
Traduzione di Antonietta Pastore




anche in versione e-book


giovedì 23 gennaio 2014

Aspettando HERMAN KOCH

Il 30 gennaio uscirà Odessa Star, dell'olandese Herman Koch - edito da Neri Pozza - e, considerando anche l'uscita dei nuovi romanzi di Kawakami e Aslam, ecco perché affermo che, parlando di libri, il 2014 inizia col botto.
Finora in Italia sono stati pubblicati due suoi romanzi, La cena (del 2009) e Villetta con piscina (del 2011), uno più bello dell'altro, a mio avviso. Sempre editi da Neri Pozza e riproposti in edizione economica da BEAT Edizioni.

Odessa Star è stato scritto nel 2003, quindi all'eccitazione per l'uscita, si uniscono curiosità ed un certo timore che un più giovane Koch possa essere stato un po' più morbido, più eticamente corretto, magari meno arguto e penetrante. Sì, perché per leggere Koch, finora, ci è voluto un certo pelo sullo stomaco: bisogna esser pronti a sprofondare nelle nefandezze dell'animo umano, in quella parte oscura che si pensa di non avere o che non possa nemmeno esistere. Quasi da malati di mente. Herman Koch è il Dottor Jekyll, i suoi libri Mr Hyde. E' il Tarantino della letteratura: la sua provocazione per denunciare la società borghese occidentale è terribilmente amplificata, in bilico tra realtà e cruda comica follia. 
Se non avete mai letto Herman Koch, ecco cosa vi siete persi.


Il tempo di una cena in un esclusivo ristorante, dall'aperitivo alla mancia, per decidere il futuro dei figli di due coppie: adolescenti della buona società olandese che hanno brutalmente picchiato e ucciso una barbona. La cena della tua vita e di quella di tuo figlio.

Tu cosa faresti per salvarlo? La vita di una senza tetto vale meno della vostra? Cos'è la morale? E l'etica? A cosa sei disposto a rinunciare per tuo figlio? Lo vuoi salvare? Quanto costa? Quanti soldi costa? Ti chiedi perché è arrivato a questo punto? Ti chiede se sei stato un buon genitore? Colpa tua? Colpa della società? Colpa della barbona che occupava il bancomat? Ti fai domande? Ti fai prendere dal panico o rimani razionale? Dai ascolto alla tua coscienza? Ce l'hai una coscienza?
Un pugno nello stomaco. Scritto benissimo, molta ironia e ti senti quasi in colpa a sorridere. Diavolo di un Koch.


A Ralph non manca niente: ha il successo televisivo, una moglie bellissima, seducente ed eccitante, un figlio (adolescente), i soldi, una villetta con piscina per la villeggiatura, il vizio.
Marc è suo amico, anch'egli sposato, medico affermato, ha una figlia tredicenne e decide di passare le vacanze in campeggio, vicino alla villetta di Ralph.
I due figli si incontrano, scatta l'invito a proseguire le vacanze in villa, le due famiglie convivono sotto lo stesso tetto, insieme alle loro voglie, ai sorrisi di facciata, a quelli genuini, agli scontenti, alle invidie, al pregiudizio ed alla presa di coscienza del proprio io.
La figlia di Marc verrà trovata aggredita in spiaggia.
La moglie di Ralph accuserà Marc di omicidio (tranquilli, niente spoiler, è l'incipit).
Altro pugno nello stomaco, anche se quello de La cena è stato più forte per me.

Ora capite il fervore? E i timori? 
Speriamo che Koch sia sempre stato un cinico stronzo, perché è il Koch che mi piace.

venerdì 17 gennaio 2014

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