I miei preferiti

Barbara MrsTeapot B's favorites book montage

Narcopolis
Libertà
Mr Gwyn
Tre volte all'alba
Nel tempo di mezzo
1Q84: Libro 1 e 2. Aprile-Settembre
Ragione e sentimento
Una cosa da nulla
84, Charing Cross Road
Mr Jones e lo zoo della Torre di Londra
C'è ma non si
Il profumo
Stirpe
Le notti bianche, La mite e Il sogno di un uomo ridicolo
Il Circolo Pickwick
Il Maestro e Margherita
La signora Dalloway
La cena
Un giorno di gloria per Miss Pettigrew
La metamorfosi


Barbara MrsTeapot B's favorite books »

lunedì 2 settembre 2013

Murder, she wrote and I read it

Scena: casa nostra - cucina e salotto - durante quei giorni terribili di afa del luglio scorso.
Personaggi: il Vanni (mio marito), io, il pargolo (del quale ometterò azioni, commenti e interruzioni, altrimenti non finisco più)

il Vanni: Ciao, sono tornato.
io: ciao! Sono in cucina.
il Vanni: bella, cos'è? Una borsa nuova?
io: cosa? Ah, me l'hanno regalata perché ho preso un libro della Pickwick, un nuovo marchio.
il Vanni: ah. Cos'hai preso?  
io: lì, sul tavolino.
il Vanni: noooooo!
io: cosa?
il Vanni: la sciura in giallo?! 
io: bè?
il Vanni: ma come fai?
io: a far cosa?
il Vanni: a leggere la sciura in giallo. Insomma, leggi tanto, ti piacciono i classici, la narrativa contemporanea inglese, mattoni di mille pagine. Leggi Franzen, Queneau, Dostoevskij e poi la sciura in giallo?
io: -_-
il Vanni: ma dai, vorresti avere un po' di visibilità con il tuo blog. Pensa che figura a leggere la Fletcher. E continuano anche a darla in tv... dai...
io: O_O

Da qui la mia esigenza di questo post.



Allora? Intanto uno deve leggere quello che gli piace e quando vuole. E a me la Signora in Giallo piace, e tanto. E mi rilassa, da morire. Ho notato che nei momenti di maggiore stress, tendo a leggere i gialli. Quando poi lo stress raggiunge punte da ricovero ho bisogno di leggere la Fletcher. Perché mi sento in un ambiente familiare, visto tante volte in televisione. Conosco bene i personaggi, la lettura è scorrevole, la storia è scritta benissimo, il giallo è stile classico e la routine (il morto ammazzato, almeno una decine di persone che avevano il movente, l'accusato in realtà innocente, l'arresto del reale colpevole) mi tranquillizza e mi rilassa, come la centrifuga della lavatrice. E le torte e i tè che fa Jessica: una favola.
Ormai la Fletcher è di famiglia, una sorta di nonna-zia avventurosa, impicciona e sorridente.
E poi, i libri non sono le puntate che hanno dato in tv e nel romanzo la Fletcher è molto più forte e, udite udite, è anche innamorata.

E qui lo dico, anzi lo scrivo che è più incisivo: ho letto la Signora in Giallo (ormai una decina di avventure), continuerò a farlo e lo dico con fierezza. 
E ora pensate quel che volete, per carità. Vorrei solo ricordarvi quelli che dicono che leggono i giornali di (s)pettegolezzi (pardon, gossip) solo dal parrucchiere (ri - pardon, hair stylist).

E datemi retta, se vi capita, leggetela la Signora in Giallo, perché è una bella lettura. Potete sempre dire di averlo fatto dal parrucchiere!

giovedì 22 agosto 2013

Ho letto PEPYS ROAD



La Pepys Road di John Lanchester è una via del sud di Londra che, nelle sue case vittoriane, ha sempre ospitato persone non troppo abbienti, ma con aspirazioni. Ora, difficile stabilire da quando, gli abitanti di quella via sono ricchi, ricchi solo per il fatto di abitare in Pepys Road, perché lì tutte le case, difficile stabilire come e perché, valgono milioni di sterline.


"Avere una casa di proprietà in Pepys Road era come essere in un casinò dove la vittoria è assicurata. Se già ci abitavi, eri ricco. Se ti ci volevi trasferire, eri ricco. La Gran Bretagna era diventata una nazione di vincitori e perdenti, e tutti coloro che abitavano in quella via, per il solo fatto di abitarci, avevano vinto."


In questa immaginaria Pepys Road - sì, esiste Pepys Road, ma è una normale strada abitata da persone normali che hanno avuto un momento di notorietà grazie alla pubblicazione di questo romanzo - abita Petunia Howe, al numero 42, una vedova di 82 anni.

Di fronte a lei, al numero 51, abitano Roger e Arabella Yount, con i loro due pargoli e la tata. Lui lavora alla banca Pinker Loyd, nella City, lei si occupa del ménage familiare delegando le incombenze alla tata e spendendo soldi, per la maggior parte in continue ristrutturazioni della casa, passatempo diffuso tra le abitanti della lussuosa strada.

In fondo a Pepys Road, al numero 68, Ahmed Kamal si sveglia tutti i giorni alle 4 del mattino per sistemare i quotidiani nel suo negozio al piano terra che gestisce insieme ai suoi due fratelli, Usmam e Shaid, ed alla moglie.

Al numero 27 si trova la lussuosa, super tecnologica e iper confortevole abitazione che ospiterà il senegalese Freddy Kamo, giovanissima promessa del calcio britannico, insieme al padre.

Pepys Road è attraversata tutti i giorni da Quentina Mkfesi, rifugiata politica, ora ausiliaria del traffico; sporadicamente da Smitty, anonimo artista di grido, quando va a trovare sua nonna Petunia, e da sua madre Mary.

Pepys Road è un bel giro di lavoro per i due amici polacchi Bogdan aggiustatutto, come lo chiamano i ricchi abitanti - in realtà il suo nome è Zbigniew - e Priotr, muratori/imbianchini/carpentieri/elettricisti.

Per Pepys Road si aggira la minaccia, sotto forma di cartoline recapitate agli abitanti con la foto della porta di casa loro e la scritta "Vogliamo quello che avete voi".

In un anno, dal dicembre 2007 - gli albori della crisi finanziaria - al novembre 2008 può accadere di tutto a Pepys Road, come logica conseguenza degli eventi o in modo imprevedibile.

Scritto magistralmente, Capital (è il titolo originale) descrive la nostra società occidentale in modo sfacciatamente intimo, quasi impudico, ma ironico e nel contempo poetico. Non si pensa agli abitanti di Pepys Road come a personaggi, ma come a persone; i nostri vicini di casa, i nostri amici, noi stessi. Dovessi andarci, sono sicura che andrei a vedere in fondo alla via, dove mi aspetterei di entrare nel negozio dei Kamal, o sbircerei al numero 51. Sicuramente mi farei fotografare davanti al cartello della strada.

Pepys Road è la nostra vita attuale, la nostra storia, sta a noi decidere come percorrerla, ma dove ci porterà, non si sa.

Leggetelo, non è solo un bel romanzo, è Letteratura.



John Lanchester
"Pepys Road"
Mondadori 
pagg. 504
anno di pubblicazione: 2013
titolo originale: "Capital" (anno 2012)

anche in versione e-book


domenica 11 agosto 2013

Ho letto IL LUPO



E' inverno, si gela, la neve ricopre i boschi. 
Un giovane lupo si allontana dal branco a caccia del cibo che scarseggia, ha fame. Un rumore, i sensi si acuiscono, la preda si avvicina. Inizia la caccia: fame, eccitazione, orgoglio, paura, pietà, istinto, tattica, stanchezza. Lotta per la sopravvivenza.

E' il lupo a raccontare quello che prova, quello che sente, che vede, che annusa. 

In un modo che l'autore fa apparire del tutto naturale, il lupo proietta le emozioni sue e degli animali che incontra, così da raccontarci la sua avventura. Avventura che diviene sempre più coinvolgente dal momento in cui incontra una giovane volpe che gli promette tanto cibo in cambio della salvezza.

NO, no, no, è sbagliato "raccontarci", qui non parlano gli animali, come nelle fiabe; meglio mostrare, spiegare. Meglio ancora: il lupo permette al lettore di seguirlo e gli insegna come guardare, come interpretare il comportamento animale, i segnali della natura. Come riscoprire l'istinto.

Una volta letto, è difficile dimenticare questo breve romanzo di Joseph Smith, autore visionario, molto particolare, dalla prosa asciutta, essenziale, calzante. 

Un romanzo a mio avviso bellissimo. Quasi certamente mi crederete solo dopo averlo letto: ora guardo gli animali con occhi diversi, anche il mio cane.



Joseph Smith
"Il lupo"
Bompiani - anno di pubblicazione: 2009
pagg. 132

titolo originale: The Wolf (2008)





venerdì 5 luglio 2013

Librerie titolate

Lo ammetto, ho la passione per i libri che parlano di libri, librerie e biblioteche. E' più forte di me. Ve ne consiglio cinque, cinque come l'ora del tè, tra quelli che più mi sono piaciuti o che mi hanno particolarmente colpita. 
Allora, che Libreria sia 
                                                 ...nel titolo.



A proposito di librerie, una di cui andarne fieri: la prestigiosa 
libreria STRAND di New York e in vetrina Superzelda (Minimum Fax) 
graphic novel della bravissima Tiziana Lo Porto. 
Qui ha presentato, lo scorso maggio, il 14 - vedete il cartello? - , il suo libro 
(ribadisco, siamo a New York, l'ha presentata Rick Moody, cioé...WOW). 
Complimenti! Grande donna, grande artista!
Orgoglio italiano



La libreria ...

... del buon romanzo (Laurence Cossé - E/O)

Van, un libraio e Francesca, donna colta, ricca ed elegante, cliente di Van, decidono di aprire una libreria, il Buon Romanzo, dove vendere solo i migliori libri mai scritti, scelti tra i titoli selezionati da una cerchia di sofisticati intellettuali che, uno ad uno, vengono misteriosamente fatti fuori.
Non è un giallo, ma c'è il mistero. Non è un romanzo rosa, ma c'è l'amore.
Si respira aria di libri, aria di Parigi - nel mio immaginario la libreria Buon Romanzo assomigliava alla storica Shakespeare and Company - un romanzo che è difficile da dimenticare.

... stregata (Christopher Morley - Sellerio)

Scritto nel 1919, il libro racconta del mistero che incombe sulla libreria newyorkese dei coniugi Mifflin. Roger, buffo e mingherlino ometto dalla barba rossa e sua moglie Elena, un amorevole donnone, non possono non conquistare il lettore con la loro schiettezza, i loro vizi, le loro imprecazioni "letterarie" - per lo spettro di Susanna Anthony! - il loro amore per i libri e il cane Bock (da Boccaccio).
I due si sono incontrati e innamorati nel romanzo "Il Parnaso ambulante" del 1917. Altra chicca. Consiglio la lettura di entrambi: storie piacevolissime, ricche di umorismo e della semplicità ormai perduta di un tempo.
Grazie a Roger Mifflin ho inoltre scoperto di essere una libro - cubicolare!

 - Stia tranquilla, mia cara. Vuol dire soltanto se le piace leggere a letto. Mi aspettavo di sentirgli introdurre questa parola nella conversazione. 
L'ha inventata lui, e ne è immensamente fiero. - 


... dell'armadillo (Alberto Schiavone - Rizzoli)

Magnifico titolo, magnifici personaggi. Un anziano gioca la schedina del Superenalotto, quella vincente, ma la sua mente senile gli gioca brutti scherzi: viene ricoverato, la casa svuotata e la schedina rimane nel libro fuori catalogo "Randagio è l'eroe" di Giovanni Arpino, che passerà tra le mani inconsapevoli di un barista, amico di un libraio vedovo, scorbutico, ma gentile, un po' beone, di un ragazzino cinese, della bella Francesca and so on. 
Finale a sorpresa.


...degli scrittori (Michail Osorgin - Adelphi)

La storia vera della libreria aperta in piena Rivoluzione di Ottobre da un gruppo di scrittori russi - autentici bibliofili! - , senza soldi, al gelo, clandestinamente, col nobile fine di salvare il più alto numero di testi destinati a "scomparire".

Questo racconto, meglio testimonianza, si scaricava gratuitamente dalla rete - fortunatamente l'ho fatto - , ora a quell'indirizzo (www.adelphiana.it) non si trova più. Non ho trovato neppure il cartaceo. Spero che Adelphi abbia intenzione di provvedere alla ripubblicazione, perché è un gioiello. 

Il segreto della libreria sempre aperta (Robin Sloan - Corbaccio)

Mi sono dilungata su questo libro in un recente post (http://mrs-teapot.blogspot.it/2013/06/MrPenumbra.html). 
Sebbene non voglia ripetermi, devo: è un romanzo che regala spensieratezza ed allegria, simpatici personaggi, emozioni, classico e futuro. Consigliato, magari in versione ebook.



Come al solito, buone letture!



lunedì 24 giugno 2013

Ho letto WONDER




August (Auggie) è un normalissimo undicenne che, a causa di una deformità del viso, ha trascorso i primi dieci anni della sua vita lontano dalle scuole, istruito dalla madre e protetto della sua famiglia. Ma è giunto il momento di frequentare le medie e la storia di questo straordinario ragazzino viene raccontata da lui stesso, dai compagni e dai famigliari.




Il tema trattato è delicato, ma non pesante. E' un romanzo ironico e profondo, veloce e moderno. Un libro, come premette l'autrice, R. J. Palacio, anche da ascoltare, perché
costellato di canzoni e parole che fanno da contrappunto alle emozioni.

Il libro nasce rivolto ad un pubblico molto giovane, dai dieci anni in su, ma penso che dovrebbero leggerlo soprattutto gli adulti, merita veramente. Se fossi un'insegnate lo farei certamente leggere ai miei studenti. Wonder è diventato il regalo da fare ai miei amici.

Il sito italiano di Giunti dedicato al libro è ottimamente curato e vi si trovano un sacco di cose wonder: la playlist del romanzo, i precetti del Signor Browne, materiale per gli insegnanti, segnalibri e di più. Io mi scarico il banner, perché #ioscelgolagentilezza

Clicca qui per aprire il sito

Nomen omen, perché non ci sono altri termini, se non meraviglioso, per definire questo romanzo. Mi auguro diventi presto un classico della letteratura, come Il Piccolo Principe.

venerdì 21 giugno 2013

Solstizio d'estate a NW

Oggi è il solstizio d'estate e la mia prima lettura di questa stagione sarà NW di Zadie Smith, edito da Mondadori: sarò molto cool in spiaggia, con questa colorata copertina sotto l'ombrellone.




A fine estate, la mia personalissima classifica dei cinque libri preferiti - cinque come l'ora del tè - della mia summer reading list, siano essi vecchi o nuovi, comprati, prestati o digitali.



Aggiornamenti su Pinterest
Appuntamento a settembre per l'elezione del Mrs Teapot's summer book 2013. 

Buone letture estive a tutti!

Ho letto IL SEGRETO DELLA LIBRERIA SEMPRE APERTA

ovvero Mr. Penumbra's 24 - Hour Bookstore



Immaginate la libreria più angusta del mondo, buia e straripante di libri. Immaginate l'odore della carta di migliaia di volumi. Ora il classico stereotipo di vecchio libraio: maglioni logori, occhiali, sciarpetta grigia di lana sempre al collo, taciturno, perentorio e un po' scontroso, ma con luccicanti occhi blu.
Immaginate un giovane ragazzo di San Francisco, web designer, disoccupato, simpatico, allegro, molto geek, amante del fantasy e un po' impacciato.

Ora prendiamo uno scrittore, poco più che trentenne, magari Robin Sloan, appassionato di libri ed ex manager di Twitter e presentiamogli il libraio, Mr. Penumbra ed il giovane Clay: dall'incontro dei due riuscirà a creare una storia meravigliosa.
Clay trova lavoro presso la libreria di Penumbra dove dovrà svolgere il turno di notte, perché la libreria è sempre aperta, ventiquattro ore su ventiquattro. L'orario di apertura non è l'unica stranezza: i libri vengono anche prestati ai membri della libreria


"Che cosa fanno esattamente?"

"Leggono, ragazzo mio!" esclamò con un'aria stupita, quasi non esistesse nulla di più ovvio.
Esistono tre rigide regole da rispettare per poter lavorare da Penumbra:
1) devi essere sempre qui dalle dieci di sera alle sei del mattino, con la massima puntualità. Non è concesso nessun ritardo e non puoi uscire in anticipo;
2) non ti è permesso di sfogliare, leggere o esaminare in altro modo i volumi sulle scaffalature. Ti devi limitare a cercarli e a consegnarli ai membri;
3) Devi registrare con precisione ogni prestito. La data e l'ora. L'aspetto del cliente. Il suo umore. Il modo in cui richiede il libro. L'espressione di quando lo riceve. Se sembra ferito o dolorante. Se ha un rametto di rosmarino infilato nel cappello. E così via.

Le regole, si sa, sono fatte per essere infrante e Sloan crea una serie di personaggi un po' nerd, un po' macchietta, che accompagneranno Clay a dipanare un mistero millenario tra biblioteche sotterranee, sette segrete, codici e supertecnologie googleiane.

Il Segreto della Libreria Sempre Aperta è il punto di incontro tra i lettori della carta, quelli che annusano l'inchiostro, ad esempio - come me - e gli appassionati delle nuove tecnologie, dei social network e degli ebook - come me!, anche un po' geek.
Una detective story appassionante e tanto divertente, per gli amanti dei libri, in ogni forma, che infonde ottimismo ed allegria. Dispiace finirlo, ma lo si divora, quindi un consiglio:

festina lente!


Robin Sloan 
"Il Segreto della libreria sempre aperta"
Corbaccio
titolo originale: Mr. Penumbra's 24 - Hour Bookstore
ovviamente anche ebook
bellissimo il sito:


dove si trova il magnifico video teaser

lunedì 3 giugno 2013

Ho letto INFERNO

La Libreria Mondadori presso il Centro Commerciale
Punta di Ferro di Forlì
Il Professor Langton è tornato, in Italia, a Firenze. Gli hanno sparato, ha un'amnesia, è ricercato, scappa. Nella fuga deve decifrare codici, interpretare terzine della Divina Commedia, individuare simboli in dipinti e statue, trovare passaggi segreti: una corsa contro il tempo per salvare l'umanità da una minaccia virale per mano di un genio folle. 

E' Inferno, l'ultima fatica di Dan Brown.
L'ho letto e 
                 WOW!

Ok, la critica cerca il pelo nell'uovo, i pseudo-intellettuali lo snobbano, i lettori cool ti guardano storto perché "mica vorrai mettere Dan Brown con Pinkopallo, autore intimista de Il lungo viaggio del geotrupes stercorarius sul calar della sera?"

E basta! Non possono coesistere i due mondi?

Ho letto Inferno e mi è piaciuto, come mi era piaciuto Il Codice Da Vinci. Lo ammetto, all'inizio forse è un po' noiosetto per noi Italiani, che sappiamo benissimo chi è Dante Alighieri, cosa ha scritto e via dicendo: non dimentichiamoci che Dan Brown è americano e non tutti gli americani conoscono la nostra arte. Ma l'autore sa come tenere viva l'attenzione del lettore e fin dalle prime battute ci si ritrova catturati da una trama accattivante che solo un Dan Brown può tessere.

Finalmente un po' di movimento: un buon romanzo d'azione, già predisposto per il grande schermo per un film che sicuramente non farà addormentare. Non è da leggere come un romanzo storico, così è stato bollato su qualche testata, ma prevalentemente come un romanzo d'evasione con basi storiche. Una mirabolante avventura che mi ha coinvolto, incuriosito e mi ha anche sorpreso alla fine - sì, c'è il colpo di scena!

Sono certa che la prossima estate andrà di moda il rosso, lo stesso che ha invaso la magnifica vetrina della Libreria Mondadori presso il centro commerciale Punta di Ferro di Forlì. Un allestimento degno di un grande autore, di un buon libro e di una storia che lascia con il fiato sospeso. 




Un bel libro che consiglio di leggere anche agli amanti di Proust.

E se dovessero fare una maglietta del tipo DanBrownPride, per intenderci, 
me la compro. 


Un grazie particolare ai librai della Libreria Mondadori del centro 
commerciale Punta di Ferro di Forlì che, molto pazientemente, 
hanno ascoltato i miei deliri e mi hanno permesso di pubblicare 
le foto della loro vetrina, allestita con tanta cura e tanta passione:
sappiate che traspaiono.
Aggiungo un forte abbraccio e comunico ufficialmente che li 
invidio da morire, perché fanno il lavoro più bello del mondo.

Anche in versione ebook.
Sul sito Mondadori il primo capitolo di Inferno e curiosità.


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