I miei preferiti

Barbara MrsTeapot B's favorites book montage

Narcopolis
Libertà
Mr Gwyn
Tre volte all'alba
Nel tempo di mezzo
1Q84: Libro 1 e 2. Aprile-Settembre
Ragione e sentimento
Una cosa da nulla
84, Charing Cross Road
Mr Jones e lo zoo della Torre di Londra
C'è ma non si
Il profumo
Stirpe
Le notti bianche, La mite e Il sogno di un uomo ridicolo
Il Circolo Pickwick
Il Maestro e Margherita
La signora Dalloway
La cena
Un giorno di gloria per Miss Pettigrew
La metamorfosi


Barbara MrsTeapot B's favorite books »

lunedì 16 settembre 2013

#unbuontè danzante


Per lunghi e fruttuosi anni poche volte aveva  mancato il colpo: era difficile che una donna di buona posizione, di qualunque età, gli resistesse a un tè danzante in qualche Palace, ritz o Excelsior, su una terrazza della riviera o nel salone di prima classe di un transatlantico. Era stato il tipo di uomo che si poteva incontrare al mattino, in una cioccolateria e in frac.






Arturo Pérez - Reverte
"Il Tango della Vecchia Guardia"
Rizzoli
(anche in versione e -book)


venerdì 13 settembre 2013

#unbuontè con l'Ada


Sediamo al tavolo con la tovaglia incerata, spalmiamo di burro una fetta di pane, sorseggiamo una tazza di tè o di caffè col latte scremato e, solo quando trovo la confidenza necessaria, mi scappa di rollarmi una sigaretta. Le squisitezze le portano loro, talvolta, pasticcini e fette di torta che passa la cuoca. Niente di più. Quando rimango di nuovo sola, raccolgo le loro battute e le storie che mi raccontano su un quaderno di scuola.



Sono una voce narrante e, anche a costo di barare, vorrei parlarvi di loro.

Il racconto di una passione ostinata.
Per qualcuno, un Requiem.


mercoledì 11 settembre 2013

The Man Booker Prize 2013 - SHORTLIST

La sestina finalista (fonte: sito del premio)
Ieri è stata annunciata la sestina finalista de The Man Booker Prize 2013 , il prestigioso premio letterario assegnato ogni anno al miglior romanzo scritto in lingua inglese da un cittadino del Commonwealth delle Nazioni, dell'Irlanda e dello Zimbawe.
E' un premio da me amato e seguito, a partire dall'annuncio della longlist (solitamente una dozzina di titoli, quest'anno 13), dai quali vengono poi selezionati i sei finalisti con l'annuncio della shortlist, appunto, per poi decretare, ovviamente, il vincitore, quest'anno il 15 ottobre.
Il Booker Prize garantisce vendite e successo tra gli anglo-lettori, e tremendi attacchi libridinosi da parte mia quando vengono pubblicati in Italia i romanzi selezionati, vincitori o non.
Solo l'anno scorso ricordo con quale emozione ho acquistato Narcopolis di Jeet Tahyil (Neri Pozza), come l'ho letto tutto di un fiato e quanto l'ho amato. Io l'avrei fatto vincere, ma il premio fu assegnato, certo meritatamente, a Hilary Mantel per Bring Up the Bodies, pubblicato in Italia con il titolo di "Anna Bolena, una questione di famiglia" (Fazi). Di solito a me piacciono un po' tutti i romanzi del Booker Prize,  Vita di Pi di Yann Martel,  Il Senso di una Fine di Julian Barnes (magnifico!), Arrivano i Sister di Patrick deWitt, La Tigre Bianca di Aravind Adiga, i Melrose, Mare di Papaveri, La Casa di Vetro, Chesil Beach, Espiazione, Hotel Word, Paddy Clarck ah ah ah - ti adoro Roddy!- e altre meraviglie.

Quest'anno i sei fortunelli ( e bravi) sono:
Jhumpa Lahiri con The Lowland (Bloomsbury), romanzo che in Italia uscirà tra poco, il 12 settembre, edito da Guanda, con il titolo "La moglie" - ovviamente sarà MIO!
Jim Grace con Harvest (Picador) conosciuto in Italia sempre grazie alla casa editrice Guanda (Una storia naturale dell'amore, Tutto ciò che abbiamo amato, La dispensa del diavolo, e altri)
l'irlandese Colm Tòibìn con The Testament of Mary (Penguin), conosciuto in Italia soprattutto per The Master (Fazi) e pubblicato da Fazi e da Bompiani
Ruth Ozeki con il suo romanzo A Tale for the Time Being (Canongate), ambientato nella moderna Tokio - che non vedo l'ora di leggere - di cui noi conosciamo Carne (Einaudi)
la giovanissima (28 anni) Eleanor Catton con The Luminaries (Granta), la cui trama ed ambientazione si discostano molto dallo stupendo La Prova (Fandango), ma la scrittura sarà come sempre magnifica
e la novella NoViolet Bulawayo con We Need New Names (Chatto&Windus) che devo assolutamente leggere, solo per il nome dell'autrice.

Questa la sestina! Ora spettegoliamo?
Gli anglo-lettori hanno avuto la fortuna di leggere già i romanzi selezionati per il Booker Prize, allora sono andata a sbirciare su Goodreads i voti. La media più alta la detiene Jhumpa Lahiri (4.11/5.0), ma la prima della classifica dei lettori chiamati a votare il miglior titolo della shortlist è Eleanor Catton. 
Inoltre, per la categoria degli esclusi, i lettori, tra i titoli della longlist, avevano assegnato addirittura il secondo posto a Colum McCann (in Italia edito da Rizzoli - bellissimo "Questo bacio vada al mondo intero) con TransAtlantic (Bloomsbury) ed il terzo a Donal Ryan con The Spinning Heart (Doubleday).

Attendo trepidante  e pubblicate editori italiani, pubblicate, please!

Nel frattempo mi metto in fase di aggiornamento...

martedì 3 settembre 2013

Ho letto IL SUICIDIO DEI BUONI ...

... e non mi sono fermata qui. Perché da quando ho conosciuto Salgado e la sua squadra, non ho potuto più  farne a meno. Però...

Ma partiamo con ordine (ordine?).


Autore: Antonio Hill (Spagna) 
 Titolo: Il suicidio dei buoni.
Sottotitolo (mio): la seconda avventura dell'ispettore di polizia di origine argentina Héctor Salgado, burbero, sanguigno, taciturno, ma in fondo un pezzo di pane.

Città: Barcellona
Anno di ambientazione: 2010
Stagione: inverno

La storia: una foto di un albero con tre cani impiccati e la scritta "non ti dimenticare". Un omicidio - suicidio, un suicidio sulla linea metropolitana, un altro suicidio. Tutti dipendenti della stessa ditta, una famosa casa di cosmetici. Come insegna Poirot, le coincidenze non esistono. Salgado indaga.

La seconda storia: la sparizione della ex moglie di Salgado. L'agente Leire Castro, in maternità, indaga in via non ufficiale coperta dalla viceispettrice di polizia Martina Andreu.

Da leggere: se si amano i gialli logici, le storie che tengono con il fiato sospeso, i personaggi che alla fine sembra di conoscere, coi quali si entra subito in empatia. Grazie ai flashback e ai cambi di prospettiva del racconto, sembra di vedere un film (nel mio immaginario, non ho la più pallida idea del perché, Salgado è Jean Reno versione barbetta - che tra l'altro, non me ne voglia nessuno, non sono neppure una sua fan, anzi).
Da leggere se si amano i colpi di scena.
Da leggere anche se non si è letto il primo romanzo, come ho fatto io: è tutto chiaro.

Da non leggere: se proprio i gialli non li si digeriscono. Allora non c'è Salgado che tenga (*SIGH*).

Bello, bello, bello, finalmente un giallo contemporaneo che non mi ha fatto sobbalzare dicendo "ma allora sei rintronato!" o "sì, va be' manco superman ce l'avrebbe fatta". Alla fine della lettura mi mancavano Salgado e Leire, ma è durata poco la nostalgia. 

Lettore e-book, mi connetto, ricerco, acquisto e ta-dà:


Autore: ovviamente sempre lo spagnolo Toni (così c'è scritto nel suo sito, quindi non ho ben capito come si chiama) Hill
Titolo: L'estate dei giochi spezzati
Sottotitolo (mio): la prima avventura dell'ispettore di polizia di origine argentina Héctor Salgado.
Città: Barcellona
Anno di ambientazione: 2009
Stagione: estate

La storia: un ricco rampollo precipita dalla finestra. Caso banale di incidente, forse suicidio. Giusto un sopralluogo per chiudere il caso. Salgado non chiude il caso, la neo-agente Leire Castro lo aiuta e iniziano a conoscersi.

La seconda storia: a Salgado viene affidata quella banale indagine di routine perché praticamente è come se fosse sospeso, dato che ha quasi ammazzato di botte un sospettato.

Da leggere: devo ripetermi. Avvincente, coinvolgente, intelligente, logico.

Da non leggere: come sopra, se proprio i gialli non li si digeriscono. Allora non c'è Salgado che tenga (*SIGH*). (ah, il copia e incolla).


Comunico ufficialmente che sono diventata una fan sfegatata di AnTONIo Hill e attendo con tantissima curiosità il terzo romanzo perché nel secondo
l'avevo detto, vero, che c'è il colpo di scena? 


Però...
... pubblicizzatelo! Perché non ho visto in rete, in libreria, annunci alla Dan Brown, conti alla rovescia et similia? Sarebbero meritati. Niente di particolare, giusto un promemoria durante l'Angelus. 

lunedì 2 settembre 2013

Murder, she wrote and I read it

Scena: casa nostra - cucina e salotto - durante quei giorni terribili di afa del luglio scorso.
Personaggi: il Vanni (mio marito), io, il pargolo (del quale ometterò azioni, commenti e interruzioni, altrimenti non finisco più)

il Vanni: Ciao, sono tornato.
io: ciao! Sono in cucina.
il Vanni: bella, cos'è? Una borsa nuova?
io: cosa? Ah, me l'hanno regalata perché ho preso un libro della Pickwick, un nuovo marchio.
il Vanni: ah. Cos'hai preso?  
io: lì, sul tavolino.
il Vanni: noooooo!
io: cosa?
il Vanni: la sciura in giallo?! 
io: bè?
il Vanni: ma come fai?
io: a far cosa?
il Vanni: a leggere la sciura in giallo. Insomma, leggi tanto, ti piacciono i classici, la narrativa contemporanea inglese, mattoni di mille pagine. Leggi Franzen, Queneau, Dostoevskij e poi la sciura in giallo?
io: -_-
il Vanni: ma dai, vorresti avere un po' di visibilità con il tuo blog. Pensa che figura a leggere la Fletcher. E continuano anche a darla in tv... dai...
io: O_O

Da qui la mia esigenza di questo post.



Allora? Intanto uno deve leggere quello che gli piace e quando vuole. E a me la Signora in Giallo piace, e tanto. E mi rilassa, da morire. Ho notato che nei momenti di maggiore stress, tendo a leggere i gialli. Quando poi lo stress raggiunge punte da ricovero ho bisogno di leggere la Fletcher. Perché mi sento in un ambiente familiare, visto tante volte in televisione. Conosco bene i personaggi, la lettura è scorrevole, la storia è scritta benissimo, il giallo è stile classico e la routine (il morto ammazzato, almeno una decine di persone che avevano il movente, l'accusato in realtà innocente, l'arresto del reale colpevole) mi tranquillizza e mi rilassa, come la centrifuga della lavatrice. E le torte e i tè che fa Jessica: una favola.
Ormai la Fletcher è di famiglia, una sorta di nonna-zia avventurosa, impicciona e sorridente.
E poi, i libri non sono le puntate che hanno dato in tv e nel romanzo la Fletcher è molto più forte e, udite udite, è anche innamorata.

E qui lo dico, anzi lo scrivo che è più incisivo: ho letto la Signora in Giallo (ormai una decina di avventure), continuerò a farlo e lo dico con fierezza. 
E ora pensate quel che volete, per carità. Vorrei solo ricordarvi quelli che dicono che leggono i giornali di (s)pettegolezzi (pardon, gossip) solo dal parrucchiere (ri - pardon, hair stylist).

E datemi retta, se vi capita, leggetela la Signora in Giallo, perché è una bella lettura. Potete sempre dire di averlo fatto dal parrucchiere!

giovedì 22 agosto 2013

Ho letto PEPYS ROAD



La Pepys Road di John Lanchester è una via del sud di Londra che, nelle sue case vittoriane, ha sempre ospitato persone non troppo abbienti, ma con aspirazioni. Ora, difficile stabilire da quando, gli abitanti di quella via sono ricchi, ricchi solo per il fatto di abitare in Pepys Road, perché lì tutte le case, difficile stabilire come e perché, valgono milioni di sterline.


"Avere una casa di proprietà in Pepys Road era come essere in un casinò dove la vittoria è assicurata. Se già ci abitavi, eri ricco. Se ti ci volevi trasferire, eri ricco. La Gran Bretagna era diventata una nazione di vincitori e perdenti, e tutti coloro che abitavano in quella via, per il solo fatto di abitarci, avevano vinto."


In questa immaginaria Pepys Road - sì, esiste Pepys Road, ma è una normale strada abitata da persone normali che hanno avuto un momento di notorietà grazie alla pubblicazione di questo romanzo - abita Petunia Howe, al numero 42, una vedova di 82 anni.

Di fronte a lei, al numero 51, abitano Roger e Arabella Yount, con i loro due pargoli e la tata. Lui lavora alla banca Pinker Loyd, nella City, lei si occupa del ménage familiare delegando le incombenze alla tata e spendendo soldi, per la maggior parte in continue ristrutturazioni della casa, passatempo diffuso tra le abitanti della lussuosa strada.

In fondo a Pepys Road, al numero 68, Ahmed Kamal si sveglia tutti i giorni alle 4 del mattino per sistemare i quotidiani nel suo negozio al piano terra che gestisce insieme ai suoi due fratelli, Usmam e Shaid, ed alla moglie.

Al numero 27 si trova la lussuosa, super tecnologica e iper confortevole abitazione che ospiterà il senegalese Freddy Kamo, giovanissima promessa del calcio britannico, insieme al padre.

Pepys Road è attraversata tutti i giorni da Quentina Mkfesi, rifugiata politica, ora ausiliaria del traffico; sporadicamente da Smitty, anonimo artista di grido, quando va a trovare sua nonna Petunia, e da sua madre Mary.

Pepys Road è un bel giro di lavoro per i due amici polacchi Bogdan aggiustatutto, come lo chiamano i ricchi abitanti - in realtà il suo nome è Zbigniew - e Priotr, muratori/imbianchini/carpentieri/elettricisti.

Per Pepys Road si aggira la minaccia, sotto forma di cartoline recapitate agli abitanti con la foto della porta di casa loro e la scritta "Vogliamo quello che avete voi".

In un anno, dal dicembre 2007 - gli albori della crisi finanziaria - al novembre 2008 può accadere di tutto a Pepys Road, come logica conseguenza degli eventi o in modo imprevedibile.

Scritto magistralmente, Capital (è il titolo originale) descrive la nostra società occidentale in modo sfacciatamente intimo, quasi impudico, ma ironico e nel contempo poetico. Non si pensa agli abitanti di Pepys Road come a personaggi, ma come a persone; i nostri vicini di casa, i nostri amici, noi stessi. Dovessi andarci, sono sicura che andrei a vedere in fondo alla via, dove mi aspetterei di entrare nel negozio dei Kamal, o sbircerei al numero 51. Sicuramente mi farei fotografare davanti al cartello della strada.

Pepys Road è la nostra vita attuale, la nostra storia, sta a noi decidere come percorrerla, ma dove ci porterà, non si sa.

Leggetelo, non è solo un bel romanzo, è Letteratura.



John Lanchester
"Pepys Road"
Mondadori 
pagg. 504
anno di pubblicazione: 2013
titolo originale: "Capital" (anno 2012)

anche in versione e-book


domenica 11 agosto 2013

Ho letto IL LUPO



E' inverno, si gela, la neve ricopre i boschi. 
Un giovane lupo si allontana dal branco a caccia del cibo che scarseggia, ha fame. Un rumore, i sensi si acuiscono, la preda si avvicina. Inizia la caccia: fame, eccitazione, orgoglio, paura, pietà, istinto, tattica, stanchezza. Lotta per la sopravvivenza.

E' il lupo a raccontare quello che prova, quello che sente, che vede, che annusa. 

In un modo che l'autore fa apparire del tutto naturale, il lupo proietta le emozioni sue e degli animali che incontra, così da raccontarci la sua avventura. Avventura che diviene sempre più coinvolgente dal momento in cui incontra una giovane volpe che gli promette tanto cibo in cambio della salvezza.

NO, no, no, è sbagliato "raccontarci", qui non parlano gli animali, come nelle fiabe; meglio mostrare, spiegare. Meglio ancora: il lupo permette al lettore di seguirlo e gli insegna come guardare, come interpretare il comportamento animale, i segnali della natura. Come riscoprire l'istinto.

Una volta letto, è difficile dimenticare questo breve romanzo di Joseph Smith, autore visionario, molto particolare, dalla prosa asciutta, essenziale, calzante. 

Un romanzo a mio avviso bellissimo. Quasi certamente mi crederete solo dopo averlo letto: ora guardo gli animali con occhi diversi, anche il mio cane.



Joseph Smith
"Il lupo"
Bompiani - anno di pubblicazione: 2009
pagg. 132

titolo originale: The Wolf (2008)





venerdì 5 luglio 2013

Librerie titolate

Lo ammetto, ho la passione per i libri che parlano di libri, librerie e biblioteche. E' più forte di me. Ve ne consiglio cinque, cinque come l'ora del tè, tra quelli che più mi sono piaciuti o che mi hanno particolarmente colpita. 
Allora, che Libreria sia 
                                                 ...nel titolo.



A proposito di librerie, una di cui andarne fieri: la prestigiosa 
libreria STRAND di New York e in vetrina Superzelda (Minimum Fax) 
graphic novel della bravissima Tiziana Lo Porto. 
Qui ha presentato, lo scorso maggio, il 14 - vedete il cartello? - , il suo libro 
(ribadisco, siamo a New York, l'ha presentata Rick Moody, cioé...WOW). 
Complimenti! Grande donna, grande artista!
Orgoglio italiano



La libreria ...

... del buon romanzo (Laurence Cossé - E/O)

Van, un libraio e Francesca, donna colta, ricca ed elegante, cliente di Van, decidono di aprire una libreria, il Buon Romanzo, dove vendere solo i migliori libri mai scritti, scelti tra i titoli selezionati da una cerchia di sofisticati intellettuali che, uno ad uno, vengono misteriosamente fatti fuori.
Non è un giallo, ma c'è il mistero. Non è un romanzo rosa, ma c'è l'amore.
Si respira aria di libri, aria di Parigi - nel mio immaginario la libreria Buon Romanzo assomigliava alla storica Shakespeare and Company - un romanzo che è difficile da dimenticare.

... stregata (Christopher Morley - Sellerio)

Scritto nel 1919, il libro racconta del mistero che incombe sulla libreria newyorkese dei coniugi Mifflin. Roger, buffo e mingherlino ometto dalla barba rossa e sua moglie Elena, un amorevole donnone, non possono non conquistare il lettore con la loro schiettezza, i loro vizi, le loro imprecazioni "letterarie" - per lo spettro di Susanna Anthony! - il loro amore per i libri e il cane Bock (da Boccaccio).
I due si sono incontrati e innamorati nel romanzo "Il Parnaso ambulante" del 1917. Altra chicca. Consiglio la lettura di entrambi: storie piacevolissime, ricche di umorismo e della semplicità ormai perduta di un tempo.
Grazie a Roger Mifflin ho inoltre scoperto di essere una libro - cubicolare!

 - Stia tranquilla, mia cara. Vuol dire soltanto se le piace leggere a letto. Mi aspettavo di sentirgli introdurre questa parola nella conversazione. 
L'ha inventata lui, e ne è immensamente fiero. - 


... dell'armadillo (Alberto Schiavone - Rizzoli)

Magnifico titolo, magnifici personaggi. Un anziano gioca la schedina del Superenalotto, quella vincente, ma la sua mente senile gli gioca brutti scherzi: viene ricoverato, la casa svuotata e la schedina rimane nel libro fuori catalogo "Randagio è l'eroe" di Giovanni Arpino, che passerà tra le mani inconsapevoli di un barista, amico di un libraio vedovo, scorbutico, ma gentile, un po' beone, di un ragazzino cinese, della bella Francesca and so on. 
Finale a sorpresa.


...degli scrittori (Michail Osorgin - Adelphi)

La storia vera della libreria aperta in piena Rivoluzione di Ottobre da un gruppo di scrittori russi - autentici bibliofili! - , senza soldi, al gelo, clandestinamente, col nobile fine di salvare il più alto numero di testi destinati a "scomparire".

Questo racconto, meglio testimonianza, si scaricava gratuitamente dalla rete - fortunatamente l'ho fatto - , ora a quell'indirizzo (www.adelphiana.it) non si trova più. Non ho trovato neppure il cartaceo. Spero che Adelphi abbia intenzione di provvedere alla ripubblicazione, perché è un gioiello. 

Il segreto della libreria sempre aperta (Robin Sloan - Corbaccio)

Mi sono dilungata su questo libro in un recente post (http://mrs-teapot.blogspot.it/2013/06/MrPenumbra.html). 
Sebbene non voglia ripetermi, devo: è un romanzo che regala spensieratezza ed allegria, simpatici personaggi, emozioni, classico e futuro. Consigliato, magari in versione ebook.



Come al solito, buone letture!



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