I miei preferiti

Barbara MrsTeapot B's favorites book montage

Narcopolis
Libertà
Mr Gwyn
Tre volte all'alba
Nel tempo di mezzo
1Q84: Libro 1 e 2. Aprile-Settembre
Ragione e sentimento
Una cosa da nulla
84, Charing Cross Road
Mr Jones e lo zoo della Torre di Londra
C'è ma non si
Il profumo
Stirpe
Le notti bianche, La mite e Il sogno di un uomo ridicolo
Il Circolo Pickwick
Il Maestro e Margherita
La signora Dalloway
La cena
Un giorno di gloria per Miss Pettigrew
La metamorfosi


Barbara MrsTeapot B's favorite books »

giovedì 10 ottobre 2013

#unbuontè per festeggiare Alice Munro

-Vuoi un caffè, - ha chiesto Francis. - Oh, non so neanche se ne abbiamo. Risparmiamo le tessere per il tè. Vuoi un tè, magari?
- Noi invece le teniamo per il caffè. No. Non fa niente.
- Mi spiace.
- Non voglio niente, davvero.
- Siamo così storditi, - ha detto Francis. - Tutti e due.









"Le lune di Giove" - "L'incidente", di Alice Munro
Einaudi

martedì 8 ottobre 2013

#unbuontè con Nao

Il giorno dopo sono tornata al Fifi's e ho ordinato un lapsang souchong piccolo, che ogni tanto bevo per prendermi una pausa dal Blue Mountain, e mentre me ne stavo lì seduta a sorseggiare il tè affumicato e a sgranocchiare pasticcini francesi, aspettando che Babette mi organizzasse un appuntamento con qualcuno, ho cominciato a pensare.
 Com'è che si va alla ricerca del tempo perduto? E' una domanda interessante, così l'ho scritta alla vecchia Jiko via sms, lo faccio sempre quando ho un dilemma filosofico.



Ruth Ozeki
"Una storia per l'essere tempo"
Ponte alle Grazie
titolo originale: "A Tale for the Time Being" - 2013

lunedì 7 ottobre 2013

Ho letto LIVELLI DI VITA


Caricatura di Nadar nell'atto di elevare la  fotografia al livello di un'arte, eseguita nel 1862 da Daumier
Se mi venisse chiesto a quale genere appartenga Livelli di Vita, non saprei che cosa rispondere. Romanzo storico, racconto, mémoire? 
Probabilmente il mio interlocutore mi guarderebbe storto alla risposta "Filosofia!". 
Sarah Bernhardt. Foto di Nadar
Sì, filosofia, perché Barnes, con la sua disarmante schiettezza, la sua profonda onestà, la sua curiosità per l'essere ed il divenire, di ciò che è stato e di ciò che sarà, esplora, tramite la metafora dei pionieri dell'aria e della fotografia, dei nuovi Argonauti, come li definisce lui stesso, quella forza che è forse l'unica ad elevarci per davvero, l'amore.


"Forse il mondo non progredisce maturando, bensì mantenendosi in uno stato di perenne adolescenza, di emozionata curiosità".

Attraverso i sogni di Nadar, del colonnello Fred Burnaby e della bellissima attrice Sarah Bernhardt, i loro voli, pindarici o meno, e i loro epiloghi, ci viene presentata una sorta di possibilità di quello che può accadere, e che è realmente accaduto, quando si osa, quando si sperimenta, quando si sfidano gli dei, quando si ama, quando si mettono insieme cose e persone. Ci vengono mostrati i diversi livelli di vita. 

"Metti insieme due cose che insieme non sono mai state. E il mondo cambia. Sul momento è possibile che la gente non se ne accorga, ma non ha importanza. Il mondo è cambiato lo stesso".

"Metti insieme due cose che insieme non sono mai state; a volte funziona e a volte no".

"Metti insieme due persone che insieme non sono mai state; a volte il mondo cambia e a volte no". [...]
"Insieme, vedono più lontano, più chiaro".

"Metti insieme due persone che insieme non sono mai state. A volte funziona, nasce qualcosa di nuovo, e il mondo cambia. Solo che, a un certo punto, prima o poi,  per una ragione o per l'altra, una delle due persone viene meno".

Già, una delle due persone viene meno, sua moglie, nel 2008, e Barnes nella terza parte del libro affronta il tema del dolore e del lutto, che sono cose diverse. E lo fa in quel modo per me tanto poetico, dato dalla naturalezza con cui scrive delle cose più scontate, della quotidianità. 

"Tutti quei "noi" annacquati in un "io" [...] non esiste più la possibilità di ricostruire, da due ricordi incerti dello stesso evento, un ricordo singolo, più sicuro, che si avvalga della triangolazione, della misurazione aerea. Perciò quel ricordo, ormai condannato alla prima persona singolare, si modifica. Più che il ricordo di un fatto, diventa il ricordo della fotografia di un fatto."

Ecco ritornare il tema del ricordo, come ne Il Senso di una Fine. Il ricordo modificato.

"Se da un lato a questo punto non posso garantire nulla sulla verità dei fatti, dall'altra posso attenermi alla verità delle impressioni che i fatti hanno prodotto. E' il meglio che posso offrire". (da "Il Senso di una Fine" - Einaudi)

Julian Barnes riesce sempre a entrarmi nell'anima. E quello che più mi sconcerta, e mi piace, è quella sua crudezza allo stesso tempo delicata e spirituale che non si può non condividere. Almeno così capita a me. Poi, non so come definire quel sussulto, quel "Sì, sì, è vero. E' proprio così. Anche a me..." - che mi assale ogni volta che leggo Barnes, ma mi piace da morire.

Un bellissimo libro.

Julian Barnes
"Livelli di vita"
Einaudi - 2013
titolo originale "Levels of Life" (2013)
anche in e-book


BOOKies
"La signora delle camelie", di Alexandre Dumas

"Sostiene Pereira", di Antonio Tabucchi



mercoledì 2 ottobre 2013

Sproloquio sulla crudeltà degli editori


Mafalda rappresenta con estremo realismo la mia reazione davanti alle uscite di ottobre. Da non credere! Praticamente la maggior parte dei miei autori/autrici preferiti.
Barnes, George Saunders, Alice Munro, Roald Dahl, Camilleri, Murakami.
E poi "Un tipo a posto" di Toews, "Che ragazza!" di Cathleen Shine, "In tempi di luce declinante" di Ruge.
Per non parlare di quei libri che mi incuriosiscono o che diventeranno un must: "Io sono Malala", "Un amore di Ragazzo" - il terzo "diario" di Bridget Jones.
E poi Maraini, Gianrico Carofiglio, Andrea Vitali, Melania Mazzucco.
Libri che vanno ad aggiungersi a quelli che avevo già intenzione di leggere, usciti a settembre: Coe, Lahiri, Malvaldi, Ozeki, Wolitzer.

"Wow, dovresti essere contenta" - l'ingenuo commento di mio marito



Contenta? Seeee, come no? Ma come si fa? Vogliamo fare i conti della serva? Così, dai, alla carlona. Facciamo una media di 15 € a libro: solo quelli che ho citato - e di certo me ne saranno sfuggiti altri altrettanto interessanti - fanno la modesta cifra di 300 €. Mi volete vedere sotto i ponti? Con un libro in mano però... Crudeli! Editori crudeli! Non vi rendete conto della sofferenza che causate? Come portare un bambino al luna park, ma non farlo salire sulle giostre. Come essere circondata dalla Nutella, ma non poterla assaggiare. Come essere invitati agli Oscar e non avere niente da indossare. Come vincere un viaggio premio alle Maldive, ma ti viene la febbre a 40 e non ti puoi muovere. 
Io la chiamo crudeltà sul lettore.



Ok, calma. Lo sproloquio l'ho fatto. Non mi resta che pensare a come difendermi da questi attacchi letterari. 
Furto? No!
E-book? Ok. 
Biblioteca? Ok, ma come minimo riuscirò a leggerli tra cinque/sei mesi. 
Natale? Certo, qualcosa a Natale, ma intanto ci saranno le uscite di novembre e dicembre (che mi auguro sfigatissime!)
Poi un'accurata cernita in base al mio gusto personale e al momento e all'impulso - fatali per i lettori - di quando entrerò in libreria. 
Certo che sono proprio tanti quei libri. Cosa mi suggerite? 

Idea! 
Lancio un'iniziativa per gli editori che ho insultato poche righe fa:
adottate Mrs Teapot!



Sembra che abbia in parte risolto il busillis. 
Quindi non mi resta che acquistare - ieri ho preso Livelli di Vita di Barnes, Einaudi - , mentre aspetto richieste di adozione, e scrivere delle magnifiche letture che mi attendono.

martedì 1 ottobre 2013

#unbuontè a luci rosse

Al Salon di rue des Moulins - Henri de Toulouse - Lautrec

Nella stanza erano seduti altri sei o sette uomini, da soli o in coppia, alcuni con ragazze sedute in grembo. Fortunatamente non c'era nessuno che conoscesse. Con la carta da parati floreale, le sedie in legno e i dischi di Blandine Ebinger a volume sommesso sul grammofono in un angolo la Sala da Tè Zinnowitz, persino dopo mezzanotte, aveva la stolida atmosfera di un posto in cui vostra zia v'inviterebbe a mangiare una fetta di torta al cioccolato. Probabilmente era una deliberata strategia psicologica di Frau Diski per evitare che i clienti diventassero scalmanati: tutti un tempo erano stati dei bravi ragazzi, e certi istinti borghesi profondi non possono essere soppressi neanche da un barile di birra.










Ned Beauman
"La macchina fatale"
Neri Pozza - 2013

lunedì 30 settembre 2013

#SRL2013 - And the winner is

Come avevo annunciato nel post Solstizio d'estate a NW ,eccomi con i miei cinque libri preferiti tra quelli che ho letto durante la bella stagione, cinque come l'ora del tè.

E' stata un'estate strana per me, quella appena trascorsa; per nulla riposante, addirittura stressante a momenti e molto, molto calda. 
Per fortuna ho potuto viaggiare per mete lontane nello spazio e nel tempo.

Sono stata a Londra, nell'Ottocento e nel Duemila, in India, in Francia, a Barcellona, a Buenos Aires, a Nizza, su un'isola sperduta al largo dell'Inghilterra, nei boschi innevati, in una imprecisata città dell'Est Europa, a Columbia. Ho conosciuto Marilyn Monroe, sono stata invitata ad un matrimonio nel Salento e ad uno a Casa Verdi, ho risalito il Tamigi in barca e sono stata segregata in una cella. Ho ucciso, rubato, amato, tradito, pregato, suonato, cantato,  ballato, cacciato, deluso, indagato. Ho riso e ho pianto. Insomma, 
ho letto.



A voi la mia personalissima classifica.

#5 Il Suicidio dei Buoni, di Antonio Hill. Mondadori. 
Non conoscevo né l'autore, né il suo Ispettore Salgado: ho rimediato leggendo anche L'estate dei Giochi Spezzati, la prima avventura. Entrambi i romanzi non deludono, anzi, mi hanno esaltato e sono diventata una fan sfegatata di Hill. Il mio post dopo entrambe le letture.

#4 Bartebly lo scrivano, di Herman Melville. Einaudi. 
Un lungo racconto che credo non dimenticherò mai. Una storia che ha dell'incredibile, raccontata con tale naturalezza da disarmare. Non ho mai letto Moby Dick, non so bene per quale motivo mi ha sempre un po' spaventata - preferirei di no - , ma ora ci sto facendo un pensierino.

#3 Il Lupo, di Joseph Smith. Bompiani.
Libro particolarissimo. Joseph Smith è un genio o un fattone. Sono sicura che chi ha letto Il Lupo, o lo odia o lo ama, un po' come le Superga. Io l'ho trovato assolutamente fantastico. Mi è piaciuto tutto: la storia, gli aggettivi, i sostantivi, la punteggiatura - esageriamo? - anche gli articoli. Bellissimo. Il mio post qui.

#2 Hotel World, di Ali Smith. Minimum Fax.
A proposito di prosa, di stile, meglio, stili, Ali Smith. La adoro. E' unica, favolosa, ne sa una più del diavolo. Eccomi nel passato con il fantasma di Sara, nel presente storico con Else, nel futuro condizionale con Lise, nel perfetto con Penny, nel futuro nel passato con Clare. Cinque stili in un unico romanzo. Cinque donne molto differenti tra loro, per estrazione sociale, età, lavoro, ideali, in un unico Hotel. Cinque diversi gradi di sofferenza e un unico avvenimento. Magnifico. Da ringraziare la sua traduttrice, Federica Aceto, che non so proprio come faccia.

#1 Pepys Road, di John Lanchester. Mondadori.
Una strada come metafora della nostra società. Gli abitanti di Pepys Road siamo noi, la storia di Pepys Road è la nostra, quella del mondo occidentale. John Lanchester affronta i grandi temi della nostra esistenza senza boria, senza essere pedante e con ironia. Un romanzo che mi è entrato nel cuore e che mi ha fatto scoprire un autore che - ahimè - ignoravo. Non mancheranno gli altri suoi romanzi tra le mie letture. La mia Pepys Road.



Una menzione speciale va alla mitica Franca Valeri che con il suo Diario di una Signorina Snob , edizioni Lindau, mi ha fatto divertire da morire. Onore al merito di Colette Rosselli, la mitica Donna Letizia di Grazia, che l'ha magnificamente illustrato. Leggendolo, mi ha colpito la sua attualità.
Oltre che da leggere, è da avere, perché certi libri sono opere d'arte.


Franca Valeri

martedì 24 settembre 2013

Ho letto IL TANGO DELLA VECCHIA GUARDIA


Max e Mecha si incontrano giovanissimi, sul finire degli anni Venti, sulla Cap Polonio. Lui, di umili origini e dal passato misterioso, raffinato, elegante, ci lavora su quella nave da crociera, come ballerino, intrattenendo e facendo ballare ragazze e signore: è difficile che una donna di buona posizione, di qualunque età, gli resista. 

E' il tipo di uomo che si può incontrare al mattino, in una cioccolateria e in frac.

Lei è giovane, bellissima, sensuale, altezzosa e ricca. E sposata, con il noto compositore Armando De Troeye, diretto in Argentina per cercare ispirazione, per scommessa, con Ravel:

Se tu puoi scrivere un bolero, io posso scrivere un tango.

Armando vuole cercare l'essenza del tango, vuole carpirne la sua armonia, le sue origini, la sua passionalità, il suo istinto primitivo. Perché i tanghi sono di due tipi, spiega Max Costa alla coppia, esistono


tanghi per morire e tanghi per uccidere.

Balli, bettole, sigarette turche - con un pizzico di oppio e di miele - perle, droghe, promiscuità, bassifondi, Buenos Aires, seta, guanti, musica, risse e furti.  Inizia la passione tra due anime inquiete e molto simili tra loro, che fin dal primo sguardo, come due abili scacchisti, studiano le mosse da fare.

"Un guanto ha la sua importanza" disse lei. "Non si abbandona così alla leggera"
"Un paio di guanti non è un guanto" aggiunse. "Due, sarebbero dimenticanza casuale. Uno è..."

Nove anni dopo si incontrano a Nizza, alle soglie del secondo conflitto mondiale, per abbandonarsi di nuovo, perché Max e Mecha ballano un eterno tango.
Si ritrovano dopo trent'anni a Sorrento, durante una prestigiosa gara di scacchi del figlio di lei. Una gara di importanza vitale, per tutti

"La peggiore ossessione di uno scacchista è una partita rimandata". 
"Come la nostra" rileva Max

Un romanzo avvincente, avventuroso, due vite al limite. Una storia scritta come si scrive la musica: con naturalezza, ma nulla lasciato al caso, in modo ricercato, ma armonioso, con i giusti tempi e le dovute pause. E come quando si ascolta una bella musica, la si fischietta, come se fosse stata sempre lì, come se fosse nata con il mondo, così, in modo del tutto naturale, e non creata, questo romanzo lo considero già un classico, che non ci racconta una storia, ma ci svela Max e Mecha.





Mi hanno sempre divertito e interessato le citazione letterarie nei romanzi, penso che rivelino molto dell'autore, dello scrittore e dell'uomo. Una decorazione che va oltre la frivolezza di un bell'ornamento, ma che arricchisce. A prova della ricercatezza di questo bellissimo romanzo, ecco un elenco dei libri citati da Arturo Pérez - Reverte. Elenco che inaugura la nuova etichetta BOOKies: che cos'è un buon tè senza biscotti?

- I quattro cavalieri dell'Apocalisse, di Vicente Blasco Ibáñez - letto da Mecha agli albori della nascita del nazismo
- Il velo dipinto, di Somerset Maugham
- due romanzi polizieschi (in inglese) di Eric Ambler 
- Lettere da Capri, di Mario Soldati - a chi ha letto il romanzo, non possono non illuminarsi gli occhi.





Arturo Pérez - Reverte
"Il Tango della Vecchia Guardia"
Rizzoli
titolo originale: el tango de la guardia vieja
(anche in versione ebook) 
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