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lunedì 17 marzo 2014

Ho visto ALLACCIATE LE CINTURE

Ok, sono di parte, lo ammetto. Adoro Ozpetek e ho adorato anche il suo ultimo film "Allacciate le cinture".
Dal trailer non avevo capito la trama, ed è stato bello così, anzi, mi ero immaginata tutt'altra storia. Quindi non voglio rivelare niente e potrei finirla qui. Ma mi sento di aggiungere che tutti gli attori sono stati magnifici, ma proprio tutti. Poi Kasia Smutniak... stupenda. Bellissima Lecce e mai colonna sonora fu più azzeccata.
Ozpetek ha il dono di toccare le corde giuste e di rendere poetico tutto quello che racconta. Potessi scegliere di essere qualcun altro vorrei essere lui; niente in lui è fuori luogo. Io invece non faccio mai niente al momento giusto, o prima o dopo, ma al momento giusto, mai. E' proprio un dono. E' genialità, sensibilità, intelligenza, arte.
Andate a vederlo e, se amate Ozpetek, leggete Rosso Instanbul, la quintessenza.

Vi lascio con la bellissima canzone A mano a mano di Cocciante interpretata dal mitico Rino Gaetano: la canzone giusta per il film giusto - inutile, è un dono il suo.

mercoledì 15 gennaio 2014

#unbuontè rosso (Istanbul)

Un cameriere sta mettendo alcuni bicchieri fumanti di tè su un vassoio tondo di metallo, poi lo sistema in equilibrio a tracolla ed esce per le prime consegne del mattino. 

Proprio davanti al locale, sul piano del suo banchetto, un ragazzo è intento a spremere melograni, e il loro succo è di un rosso intenso e vivido.

A un tavolino accanto a loro, due anziani si stanno già sfidando a una partita di backgammon, tirando i dadi e fumando senza distrarsi. Sullo sfondo la voce dello speaker di un radiogiornale. E' un'altra Istanbul, questa.

(Rosso Istanbul, di Ferzan Ozpetek - Mondadori)

martedì 3 dicembre 2013

Ho letto ROSSO ISTANBUL

Il primo romanzo di Ferzan Ozpetek è come me lo immaginavo: semplice e poetico, etereo e romantico, nostalgico e intimo. Bellissimo.
Vi si narrano, a capitoli alterni, le storie di lui, Ozpetek, di ritorno ad Istanbul, la sua città natale, in visita alla mamma, e di lei, Anna, una quarantenne italiana per la prima volta in Turchia, con il marito e una coppia di giovani amici.

Prendono lo stesso aereo e vivono la stessa città, in modi diversi, ma non dissimili, durante i giorni della recente occupazione di Gezi Park.


Manifestanti durante l'occupazione di Gezi Park

Ozpetek ha scritto questo romanzo con la stessa eleganza che caratterizza i suoi film, con la medesima raffinata naturalezza che ha nell'inquadrare quel dettaglio - un oggetto, un'espressione, un profumo, un colore, un modo di camminare o di toccarsi la collana - con la stessa cura che ha per l'animo umano, per la vita e per la morte.

Il viaggio di Ferzan e Anna li ha spogliati delle certezze, li ha messi a nudo, come quando si nasce, e Istanbul li ha partoriti di nuovo e li ha colorati di rosso, e di blu.

"Istanbul è il blu e il rosso, che paiono riuscire a fondersi solo in certi tramonti sul Bosforo. E il rosso, il rosso dei carrettini dei venditori ambulanti di simit: le ciambelle calde ricoperte di sesamo che sono la prima cosa che compro quando arrivo. Il rosso fiammante dei vecchi tram: oggi ne è rimasto solo uno, con cui i turisti attraversano il cuore della città. Il rosso - arancio con cui erano decorati i piattini del tè che una volta ti porgevano nei kahve: tè bollente, servito nei bicchieri di vetro. Il rosso dello smalto sulle unghie di mia madre, lei che ha sempre amato i colori pallidi, delicati."


Rosso





Ferzan Ozpetek
"Rosso Istanbul"
Mondadori
2013

anche in versione e-book
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