I miei preferiti

Barbara MrsTeapot B's favorites book montage

Narcopolis
Libertà
Mr Gwyn
Tre volte all'alba
Nel tempo di mezzo
1Q84: Libro 1 e 2. Aprile-Settembre
Ragione e sentimento
Una cosa da nulla
84, Charing Cross Road
Mr Jones e lo zoo della Torre di Londra
C'è ma non si
Il profumo
Stirpe
Le notti bianche, La mite e Il sogno di un uomo ridicolo
Il Circolo Pickwick
Il Maestro e Margherita
La signora Dalloway
La cena
Un giorno di gloria per Miss Pettigrew
La metamorfosi


Barbara MrsTeapot B's favorite books »
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martedì 19 novembre 2013

MrsTeapHot's life(book)style

Si avvicina l'inverno ed è una stagione che a me piace, perché vuol dire casa - fortunatamente - nido, calduccio, lana, coccole, Natale e tanti libri (regalati - mi stanno sorridendo anche le orecchie).
Le mie tre tendenze hot per l'inverno coinvolgeranno ovviamente i miei compagni di insonnia, ma, tra i tanti, tre saranno i miei spiriti, i miei libri guida, come nel Canto di Natale di Dickens: un libro del passato, uno del presente ed uno del futuro.

Art Nouveau

Il primo di febbraio - che tra parentesi è il mio compleanno - prenderà il via, fino al 15 giugno 2014,  una mostra presso i Musei San Domenico di Forlì che  non voglio assolutamente perdermi: 

Liberty. Uno stile per l'Italia Moderna.

Non vedo l'ora di essere circondata da quadri, statue, mobili, eleganti oggetti d'arredo, vetrate, fiorati tessuti impalpabili e fantastici gioielli. Sono sicura che, oltre a sbavare come un alano, quando uscirò dal museo mi sentirò molto femme fatale. Per calarmi nella parte rileggerò Salomè di Oscar Wilde, ma non uno qualsiasi. Ho trovato in biblioteca l'edizione Rizzoli del 1974, illustrata (cito il mitico Alberto Arbasino dalla sua introduzione all'opera) dal preziosissimo esteta "Liberty" Aubrey Beardsley, che elegantemente disegna le sue perverse bambinacce capricciose e impressionanti.

Da rifarsi gli occhi! Lascia a bocca aperta.

Il Passato

Downton Abbey

Ormai sono due anni che io e mia mamma non ci perdiamo una puntata di Downton Abbey, la pluripremiata serie televisiva ambientata in Inghilterra nei primi decenni del Novecento, creata da quel mostro di bravura che è Julian Fellowes - e tifiamo per la suffragetta Sybill. La terza stagione verrà trasmessa, come da tradizione, a Dicembre su Retequattro, e promette scintille dato che nella serie esordirà l'attrice premio oscar Shirley MacLaine, nei panni di Martha Levinson, madre di Lady Cora. Prevedo fantastici scambi di battute tra la conservatrice e pungente matrona di Downton Abbey (mio mito!) interpretata magnificamente da un altro premio oscar, Maggie Smith - la professoressa McGranitt di Harry Potter - e la ruvida mamma americana di Cora.

La strenna natalizia di Neri Pozza, che di Julian Fellowes ha già pubblicato Snob e Un passato imperfetto - stupendi! -  sarà Downton Abbey, la sceneggiatura completa della prima stagione - quindi anche scene tagliate dalla produzione - arricchita da aneddoti e curiosità sui personaggi e sulle riprese. Mio! E devo averlo subito, così scatta il ripassone. A buon intenditor...


Il Presente

Il classico rivisitato

Come tutti gli anni, l'avvicinarsi del Natale mi crea un tenero ed infantile scombussolamento: canticchio, faccio dolci, compro il pandoro che poi diventa posso perché lo mangiamo poco,  penso al pranzo di Natale - per fortuna lo prepara mia madre - sono coccolona, gioco di più e mi viene voglia di leggere un classico.  Come i bambini non vedono l'ora di aprire la prima casellina del loro calendario dell'avvento, io il primo giorno di dicembre inizio il mio Classicone di Natale - che fantasia... Solitamente opto per un classico russo - l'anno scorso è toccato ad Anna Karenina - quest'anno invece proseguo con il filone britannico ed il prescelto è Grandi Speranze di Dickens. Ovviamente in versione e-book, perché, sarò una pappamolle, ma 720 pagine i miei polsi le reggono poco. Poi volete mettere quanto è più maneggevole il lettore e-book? Sottile, leggero, comodo e pratico. Te lo porti ovunque (e non si fanno le orecchie alle pagine!)

Dai, ci sta. Fuori nevica, il camino è acceso, il tè è pronto, il plumcake all'arancia (di Lolì) pure (basta con il plumcake allo yogurt o in versione festa coi canditi!), il bambino sta spargendo briciole del suddetto plumcake in ogni dove, il marito pisola, il lettore e-book è acceso.

Il Futuro

Se non trovate abbastanza calore nel guardare la vostra serie preferita comodamente sul divano avvolte in un plaid, oppure circondate dall'arte, o nella sicurezza del vostro focolare. Se pensate che hot sia qualcosa che va oltre queste cose, solo qualcosa di malizioso, di osé, allora sappiate che leggere è hot, perché


reading is sexy.

My life(book)style

venerdì 4 maggio 2012

Ho letto OSCAR WILDE E IL SIPARIO STRAPPATO

Mi ero dimenticata di pubblicare questo pezzo scritto per il magnifico blog Corpi Freddi: eccola!
Tornano le indagini di Oscar Wilde con il terzo romanzo di Gyles Brandreth “Oscar Wilde e il sipario strappato”. O meglio, inizia la carriera del poeta come investigatore. Infatti, rispetto alle prime due avventure della serie, facciamo un ulteriore salto indietro nel tempo fino al 1882, anno in cui Oscar Wilde, ventisettenne, scapolo, che non ha ancora dato i natali a Dorian Gray, tenne una serie di conferenze e seminari negli Stati Uniti d'America.

A bordo del piroscafo che lo riporta nel Vecchio Continente, Wilde stringe amicizia con l'impresario e celeberrimo attore La Grange e con il suo pittoresco seguito. I due decidono di collaborare al fine di mettere in scena, con poche pretese, “l'Amleto perfetto”, al famoso Théatre La Grange, Boulevard du Temple, Parigi.
Sbarcato in Inghilterra Oscar Wilde viene trattenuto alla dogana perché all'interno del suo baule viene rinvenuto il cadavere dell'odiosa barboncina di Liselotte La Grange, madre dell'attore, detta Maman da tutti, arcigna, razzista, viziata, acida e chi più ne ha più ne metta. Un macabro scherzo, una vendetta verso il tremendo carattere di Maman?
L'incidente viene archiviato con l'acquisto di una nuova barboncina. 
Il giovane Wilde si trasferisce a Parigi pronto per la stesura dell'Amleto, ma tra la compagnia del Teatro la Grange si nasconde un assassino. Oscar ha così la possibilità di scoprire questa sua dote investigativa, accompagnato da una nuova conoscenza, per lui, ma non per noi lettori. Quella di un timido, impacciato e squattrinato ventunenne, Robert Sherard, che subito rimane affascinato dal suo nuovo amico, dal mondo del teatro e dall'enigmatica primadonna della compagnia.
“Dovrai essere i miei occhi e le mie orecchie, Robert”, dice Oscar a colui che diverrà il suo biografo, migliore amico e narratore delle avventure che leggiamo.
In questo romanzo si è lontani dalle atmosfere british della Londra vittoriana, ma non si è delusi: Brandreth ci offre un magnifico spaccato della vita bohémien della Parigi di fin de siècle, con solita precisione storica ed una superba caratterizzazione dei personaggi.
Sebbene questo terzo romanzo sia storicamente ambientato prima dei due scritti precedentemente, ne consiglio la lettura in ordine di pubblicazione, così da gustare questo prequel nei dettagli, sebbene ogni avventura sia a sé stante.
Non manca il colpo di scena finale e ci sono pure i consigli di lettura dell'autore.
Buona lettura. 
Attendo con trepidazione la pubblicazione in Italia del quarto romanzo, già uscito in Inghilterra, dal titolo "Oscar Wilde and the Nest of Vipers (UK)" (Oscar Wilde and the Vampire Murders (USA)).
La recensione dei primi due romanzi dedicati alle investigazioni di Oscar Wilde: il dandy indaga
Il sito dei "misteri di Oscar Wilde", in inglese:  

Gyles Brandreth
"Oscar Wilde e il sipario strappato"
Sperling & Kupfer 
Traduttore: A. Garavaglia
Codice EAN: 9788820048723 
Pagine: 348
Titolo originale: Oscar Wilde and the Dead Man's Smile
Anno di pubblicazione 2010


mercoledì 17 marzo 2010

Il dandy indaga


Tra i tanti personaggi storici e letterari che vestono i panni dell’investigatore, non poteva mancare Oscar Wilde. E meno male, aggiungo io!
Gyles Brandreth, inglese, ha scritto i primi tre romanzi delle indagini vittoriane dello scrittore irlandese; in Italia sono usciti i primi due e attendo con trepidazione la pubblicazione del terzo.
Amo il giallo, soprattutto quello classico, adoro l’età vittoriana e venero Oscar Wilde: il suo stile, le sue opere, i suoi eccessi, i suoi aforismi. In queste due avventure è racchiuso tutto ciò.

La voce narrante è quella di Robert Sherard, pronipote del poeta emerito William Wordsworth, migliore amico di Wilde, innamorato della moglie di questi, Costance. Dopo anni dalla morte dell’amico, decide di rivelare le indagini che meticolosamente ha appuntato nel suo diario.
Ne “Oscar Wilde e i delitti a lume di candela”, il poeta irlandese, in un pomeriggio di fine agosto del 1889, si reca in un appartamento dove trova il cadavere di un suo giovane conoscente: composto, un lieve sorriso sul viso, circondato romanticamente da candele. Preso dal panico fugge e chiede consiglio ad un suo amico trentenne, un dottore scozzese che sta riscuotendo un notevole successo con il suo romanzo “Uno studio in rosso” e che a breve pubblicherà “Il segno dei quattro”. “A un primo sguardo potrebbe sembrare un appassionato di caccia grossa tornato dal Congo, ma a parte la sua stretta di mano, che è insopportabile, non ha nulla del bruto. E’ gentile quanto San Sebastiano e saggio quanto Sant’Agostino”, così Wilde descrive Arthur Conan Doyle.
Dopo l’incontro i tre amici decidono di recarsi sul luogo del misfatto, ma trovano la stanza vuota e ripulita. Wilde, uomo dai molti eccessi, visionario? Il mistero si infittisce, iniziano le indagini.
Tre anni dopo, Wilde, Sherard e Conan Doyle sono direttamente coinvolti in una serie di omicidi ne “Oscar Wilde e il gioco della morte”. Tutto ha inizio durante una riunione al Circolo di Socrate, fondato da Wilde, i cui membri, tra cui Bram Stoker, si danno appuntamento la prima domenica di ogni mese, solo per far svagare il fondatore: il circolo non ha alcuno scopo, si tratta semplicemente di un ritrovo per la cena, cene raffinate ed esclusive, per autentici dandy. Oscar decide di fare un gioco: “Omicidio”. Ciascun ospite, in modo anonimo, deve scrivere su un biglietto chi vorrebbe uccidere, si raccolgono i biglietti ed il gruppo dovrà indovinare chi vuole uccidere chi. Tra i nomi delle vittime virtuali, il Sig. Wilde e Signora. Uno scherzo. No. Le vittime designate iniziano a morire veramente e ad Oscar Wilde non resta molto tempo prima che l’assassino concluda la lista con il suo omicidio e quello dell’adorata Costance.

Ottima l’ambientazione storica in tutti i sensi, dai personaggi realmente esistiti alla Londra vittoriana. Trovo Brandreth talmente abile da stentare a credere che Oscar Wilde non abbia realmente vissuto queste avventure. Il narratore delle vicende è il Watson della situazione, ma l’aver affiancato Conan Doyle alle indagini (i due scrittori erano realmente amici), fa quasi sembrare che sia stato questi a prender spunto dalla coppia Wilde – Sherard per la sua, Holmes – Watson.
Non mancano l’umorismo sottile di Wilde nei dialoghi ed i riferimenti alle sue opere, in modo preciso e sempre storico.
La trama gialla in sé non sarà originale, ma la lettura è coinvolgente, veloce e godibilissima. Un’ultima nota sulle belle copertine dell’edizione italiana, meno psichedeliche di quelle inglesi, ma stravaganti quasi al pari di Oscar Wilde.
Gyles Brandreth non si è lasciato sfuggire quanto detto dallo scrittore britannico Max Beerbohm “Che vita sensazionale è quella di Oscar, così ricca di eventi straordinari. E che grande opportunità per i biografi del prossimo secolo!”.
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