I miei preferiti

Barbara MrsTeapot B's favorites book montage

Narcopolis
Libertà
Mr Gwyn
Tre volte all'alba
Nel tempo di mezzo
1Q84: Libro 1 e 2. Aprile-Settembre
Ragione e sentimento
Una cosa da nulla
84, Charing Cross Road
Mr Jones e lo zoo della Torre di Londra
C'è ma non si
Il profumo
Stirpe
Le notti bianche, La mite e Il sogno di un uomo ridicolo
Il Circolo Pickwick
Il Maestro e Margherita
La signora Dalloway
La cena
Un giorno di gloria per Miss Pettigrew
La metamorfosi


Barbara MrsTeapot B's favorite books »
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mercoledì 27 febbraio 2013

Ho letto L'acustica perfetta

Henri Matisse - Lezione di musica (1917)
Leggo tanto e capisco che un libro mi è proprio piaciuto quando sono lì che faccio le mie cose - cucino, guardo un film, preparo un tè - e mi torna in mente. In particolare non riuscivo a fare a meno di pensare alla figura di Sara, madre e moglie che da un giorno all'altro sparisce (coraggiosa o vigliacca?), lasciando Arno, il marito, a sé. E non riuscivo a togliermi dalla mente l'immagine che mi era sovvenuta quando Sara se ne va; la natura morta di Matisse, quella con il libro aperto, l'acqua e le pesche (almeno, io le ho sempre prese per pesche). Perché? Mi è sempre piaciuto quel dipinto, ma mi ha sempre trasmesso un senso di abbandono improvviso, di pericolo, di qualcosa di brutto: ma come, ti sei preparato una bella merenda, sei davanti al tuo libro preferito e te ne vai? Cos'è successo? Tutto bene?
Henri Matisse - Natura morta (1923)

L'acustica perfetta, un romanzo che mi è piaciuto di pancia, ma che, lasciato sedimentare, ho amato. 
A partire dalla natura morta di Matisse ho collegato: la musica, la ricerca - fisica e metaforica - lo sforzo che si fa nella vita, il tenere insieme le fila: dirigere, l'arte della maieutica.

Henri Matisse - Musica (1907)
Henri Matisse - Musica (1910)
Vedo Sara che suona il flauto




Mi piace pensare che Daria Bignardi abbia voluto allestire per noi lettori la sua soggettiva galleria di Matisse, descrivendola a parole nel suo romanzo, in modo semplice, ma profondo, senza boria, ma con la capacità di colpire, come Matisse con i suoi colori. 

Daria Bignardi
"L'acustica perfetta"
Mondadori
pagg. 200
ISBN-13: 9788804616214
ottobre 2012
anche in versione ebook

lunedì 30 aprile 2012

Ho letto SOTTOSOPRA

A Cagliari, nel quartiere della Marina, dove il mare è vestito di lamé e ha la spuma trasparente, c'è un bizzarro condominio in cui vive Alice, una signorina nessuno, che trova una madre in Anna, la signora di sotto, che una figlia ce l'ha per davvero, Natascia, bella e gelosa. Anna, il cui sogno è quello di andare a vivere in un agiato appartamento come quello di sopra, in cui vive Mr Johnson, musicista americano affermato, ma in bolletta, sposato alla ricca sarda Signora Urgu, che scappa di casa. Anche la signora Johnson un figlio ce l'ha, ma non si parlano, e se lo fanno litigano. Poi c'è il nipote Giovaninno, un bambino che sembra un adulto nei modi e nei pensieri, che invece una mamma sembra non averla. Quando Anna va a lavorare per Mr Johnson, di sopra, quelle persone, con i loro drammi personali, i loro sogni, le loro manie, diventano una grande famiglia.

Una famiglia strampalata, che non si capiva chi fossero i padri, le madri, di chi fossero i figli, quali le mogli. Unù misciamoroddu. Un pasticcio. Su mundu a fundu in susu. Il mondo sottosopra.
M. C. Escher "Hol en bol" - 1955

Una fiaba moderna, pervasa da una forte dose di ottimismo, nella quale l'eccezione diventa la regola e, se non lo diventa, la si va divenire, con l'invenzione, la finzione, con il sogno, con la serena accettazione di quello che si ha e di quello che si è.
... di fronte al mare tutto appare più leggero, ogni problema arriva con le onde, che poi se lo riportano via.
Quando tutto sembra sottosopra, basta cambiare il punto di vista. Ma poi, sottosopra rispetto a cosa? Anche nella scienza ci vuole un sistema di riferimento, ma non è univoco.


"Ma quali sono le cose normali?" le chiesi.
"Quelle che fa la maggioranza delle persone! Essere normale è quando somigli a tutti gli altri".
"No, perché se sei matto e stai in manicomio somigli a tutti gli altri matti, ma non sei normale!"
"Le cose normali sono quelle naturali!"
"In natura c'è di tutto".
"Quelle dove il sotto è sotto e il sopra è sopra!"
"Ma non vuol dire niente. Comunque, le cose, quelle che non sono normali, dipende tutte da come le prendiamo".
"Questo è vero, possono essere una condanna, ma anche una risorsa".

Un romanzo che ti lascia bene, sebbene vengano affrontati anche temi di forte impatto emotivo, perché con i romanzi l'anima vola, e Milena Agus riesce a farla volare leggera leggera, nel paese delle meraviglie.

Milena Agus
"Sottosopra"
Nottetempo
pagg. 144
ISBN 9788874523412
gennaio 2012
Disponibile anche in versione ebook 

mercoledì 11 aprile 2012

Ho letto LE SORELLE SOFFICI

Veronica e sua sorella Cecilia sono ragazze speciali, animi puri, legate da un'intesa simbiotica.
Intorno al loro mondo fantastico, popolato da spiriti, scrittori defunti coi quali comunicano e personaggi circensi, orbita il mondo reale, crudo e spietato dell'epoca di Tangentopoli.
Dal diario disincantato di Veronica, che assiste inconsapevolmente allo sconvolgimento delle vite dei suoi ricchi familiari ed amici, si apprendono i fatti ed i misfatti che la circondano. Il diario di Veronica costituisce la chiave di accesso a due porte differenti. Una si apre su un mondo quasi onirico, su una sorta di Paese delle Meraviglie, in cui vivono Veronica e Cecilia. L'altra su quel mondo noto attraverso i fatti di cronaca degli anni Novanta.
Il lettore varca entrambi gli usci e segue due sentieri, quello fantastico e quello reale. Sentieri differenti, ma non paralleli: si incroceranno.
Trovo la copertina del libro, peraltro splendida a mio gusto, molto evocativa.
Pierpaolo Vettori è riuscito ad affrontare temi forti ed importanti,  oltre che a raccontare una storia di per sé effettivamente cruda, in modo delicato e poetico. 
Se si ha voglia di leggere un romanzo fuori dal coro, si legga "Le sorelle Soffici": colpirà come un pugno nello stomaco, ma a rallentatore e senza far rumore.


Pierpaolo Vettori
"Le sorelle Soffici"
Elliot
ISBN 9788861922440
pagg. 175
gennaio 2012




mercoledì 28 marzo 2012

Ho letto MR GWYN e TRE VOLTE ALL'ALBA





Mr Gwyn, scrittore affermato, stila una lista di cinquantadue cose che non vuole più fare e la spedisce al "Guardian" che la pubblica. Tra quelle cinquantadue, scrivere romanzi. 

Sempre più spesso, tuttavia, gli ritornava quel bisogno di scrivere, e la mancanza di una quotidiana cura con cui mettere in ordine pensieri nella forma rettilinea di una frase.

In una galleria d'arte la soluzione: fare ritratti alle persone, ritratti scritti. Jasper Gwyn diventa copista.



- Fare il copista c'entra col copiare qualcosa, no? chiese- Probabilmente.- Ecco. Ma non atti notarili o numeri, la prego.

Idea originale che mi ha subito incuriosito. Avrei voluto divorare le pagine del libro, ma la ricercatezza naturale, la maestria, l'eleganza con cui è scritto mi imponevano di soffermarmi su un periodo, una frase, un singolo aggettivo. Mi ha stregata. Mi ha fatto innamorare di questo artigiano della parola, che, con la cura, l'arte e i tempi di un soffiatore di vetro, ha dato vita a questa, letteralmente, straordinaria storia, a personaggi che rimarranno nell'animo del lettore, ad atmosfere che vanno lette ed assaporate, vissute in un mondo che Baricco fa magicamente uscire dalla carta, nel quale, senza accorgersene, ci si ritrova - almeno così è capitato a me - a scrivere noi stessi i ritratti.

[...] ma Jasper Gwyn le fece notare come si siano poche cose al mondo come le lobby degli alberghi [...] e disse che in un'altra vita a lui sarebbe piaciuto essere una lobby.-Lavorare in una lobby, vuol dire?- No, no, essere una lobby, fisicamente. Anche di un tre stelle, quello non mi importa.

Ecco apparire, in una sorta di dissolvenza al contrario, la lobby di un albergo in Tre volte all'alba, titolo di un libro, fino a prima solo titolo, a cui si accenna in Mr Gwyn. Tre racconti che possono essere letti a prescindere da Mr Gwyn, costituiscono un libro a sé. Ma leggendo anche il romanzo, quello tre storie appaiono sotto una luce diversa e diventano, sono, necessariamente, inevitabilmente, tre ritratti. A parte la dedica iniziale, non c'è riferimento alcuno alla storia di Jasper Gwyn, ma il libro stesso, in ogni singolo racconto, nel suo aver preso vita, nell'essere stato stampato, costituisce un naturale e logico riferimento.
Come Picasso ha attraversato il suo periodo rosa, così Baricco - Mr Gwyn, potrebbe aver attraversato il suo periodo d'alba: due persone - sempre le stesse, tre storie diverse, spazi temporali diversi, ma in comune l'inizio in un albergo e lo sfondo dell'aurora.

Mi auguro che Baricco dedichi altri libri a Caterina de' Medici e al maestro di Camden Town, perché vorrà dire che Mr Gwyn avrà deciso di mettere in mostra altri ritratti.


Alessandro Baricco               
Mr Gwyn                            
Feltrinelli
ISBN 9788807018626
pagg. 158
novembre 2011


Alessandro Baricco
Tre volte all'alba
Feltrinelli
ISBN 9788807019050
pagg. 94
marzo 2012





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