I miei preferiti

Barbara MrsTeapot B's favorites book montage

Narcopolis
Libertà
Mr Gwyn
Tre volte all'alba
Nel tempo di mezzo
1Q84: Libro 1 e 2. Aprile-Settembre
Ragione e sentimento
Una cosa da nulla
84, Charing Cross Road
Mr Jones e lo zoo della Torre di Londra
C'è ma non si
Il profumo
Stirpe
Le notti bianche, La mite e Il sogno di un uomo ridicolo
Il Circolo Pickwick
Il Maestro e Margherita
La signora Dalloway
La cena
Un giorno di gloria per Miss Pettigrew
La metamorfosi


Barbara MrsTeapot B's favorite books »

mercoledì 20 marzo 2013

#unbuontè di matti

John Tenniel - Alice, la Lepre Marzolina e il Cappellaio Matto

Davanti alla casa, sotto un albero, c'era una tavola alla quale sedevano la Lepre Marzolina e il Cappellaio a prendere il tè; in mezzo a loro era seduto un Ghiro che dormiva profondamente e gli altri due lo usavano come cuscino per appoggiarvi il gomito, mentre facevano conversazione al di sopra della sua testa.
- Molto scomodo per il Ghiro - rifletté Alice - ma siccome è addormentato, probabilmente non gli fa nulla.
 Sebbene la tavola fosse molto grande, i tre sedevano l'uno accanto all'altro in un angolo.



John Tenniel - la Lepre Marzolina e il Cappellaio
 tentano di  mettere Ghiro nella teiera
- Non c'è posto! Non c'è posto! - gridarono quando videro Alice che si avvicinava.
-C'è posto d'avanzo! - disse Alice indignata, e si mise a sedere in una grande poltrona ad un capo della tavola.
- Prenda un po' di vino - disse la Lepre Marzolina in tono incoraggiante.
 Alice guardò sulla tavola, ma non vide che del tè.
- Non vedo vino - osservò.
- Non ce n'è - disse la Lepre Marzolina.
- Allora non è gentile da parte vostra offrirmelo! - disse Alice in collera.
- Non è gentile da parte sua sedere senza essere invitata - ribatté la Lepre Marzolina.
- Non sapevo che fosse la vostra tavola - disse Alice - è apparecchiata per ben più che tre persone.
- I suoi capelli hanno bisogno d'essere tagliati - disse il Cappellaio, aprendo bocca per la prima volta, dopo che per un bel pezzo aveva osservato la bambina con grande curiosità.
 - Non è buona educazione fare delle osservazioni di questo genere - disse Alice severamente - è proprio da persona rozza.
 A sentir questo, il Cappellaio spalancò gli occhi; ma tutto quel che disse fu:
 - Perché mai un corvo assomiglia a uno scrittoio?

"Alice nel Paese delle Meraviglie"


martedì 19 marzo 2013

#unbuontè con Mikage


Il suo viso sorridente mi rasserenò. Penso non ci sia niente di meglio di un tè al pomeriggio insieme ad una persona amica. Di lui conosco le posizioni strane che assume quando dorme, tutto lo zucchero e il latte che mette nel caffè, la sua ridicola faccia seria davanti allo specchio quando cerca di aggiustarsi i capelli col fon. Comunque, penso che quando stavamo insieme non sarei stata certo tranquilla come adesso accorgendomi che lo smalto delle unghie si era rovinato pulendo il frigorifero. 
Dopo un po' di convenevoli, a un tratto, come se si fosse improvvisamente ricordato di qualcosa, Sotaro disse: "A proposito, ho sentito che stai a casa di Tanabe."

 Spalancai gli occhi.
 Ero talmente sorpresa che inclinai la tazza che avevo in mano facendo cadere il tè sul piattino.


Banana Yoshimoto
"Kitchen"
Feltrinelli

anche e-book

lunedì 18 marzo 2013

#unbuontè con Miss Pettigrew

 "Non so lei" disse quindi, temeraria, "ma io gradirei molto una bella tazza di tè".
 "Oh!" disse Miss LaFosse.
 "Le altre bevande erano molto piacevoli, per cambiare un po' " disse Miss Pettigrew in tutta sincerità, "e certo mi hanno dato sensazioni amabilmente bizzarre, ma io dico sempre che nulla supera una bella... tazza... di...tè".
 "Ha proprio ragione" rispose gentilmente Miss LaFosse. "Ora vado a prepararlo".
 "Ferma lì" disse risoluta Miss Pettigrew. "Se solo sapesse quanto... quanto adoro farlo io... e in particolare per qualcuno che lo apprezza".
  Miss LaFosse la lasciò fare.
 Miss Pettigrew si precipitò in cucina e si mise a piroettare in un felice e operoso girotondo domestico.


 Il bollitore fischiò e Miss Pettigrew preparò il tè. Lo mise su un vassoio con qualche biscotto e portò tutto a Miss LaFosse che attendeva in salotto.
 "Aveva proprio ragione" commentò quest'ultima, "il tè ristora davvero molto".
 Sopra la propria tazza fragrante, Miss Pettigrew sorrise. "Lo dico sempre: ti rinfreschi con una bella tazza di tè e poi vai avanti per ore."


Winifred Watson
"Un giorno di gloria per Miss Pettigrew"
Neri Pozza

pubblicato anche da BEAT Edizioni




mercoledì 27 febbraio 2013

Ho letto L'acustica perfetta

Henri Matisse - Lezione di musica (1917)
Leggo tanto e capisco che un libro mi è proprio piaciuto quando sono lì che faccio le mie cose - cucino, guardo un film, preparo un tè - e mi torna in mente. In particolare non riuscivo a fare a meno di pensare alla figura di Sara, madre e moglie che da un giorno all'altro sparisce (coraggiosa o vigliacca?), lasciando Arno, il marito, a sé. E non riuscivo a togliermi dalla mente l'immagine che mi era sovvenuta quando Sara se ne va; la natura morta di Matisse, quella con il libro aperto, l'acqua e le pesche (almeno, io le ho sempre prese per pesche). Perché? Mi è sempre piaciuto quel dipinto, ma mi ha sempre trasmesso un senso di abbandono improvviso, di pericolo, di qualcosa di brutto: ma come, ti sei preparato una bella merenda, sei davanti al tuo libro preferito e te ne vai? Cos'è successo? Tutto bene?
Henri Matisse - Natura morta (1923)

L'acustica perfetta, un romanzo che mi è piaciuto di pancia, ma che, lasciato sedimentare, ho amato. 
A partire dalla natura morta di Matisse ho collegato: la musica, la ricerca - fisica e metaforica - lo sforzo che si fa nella vita, il tenere insieme le fila: dirigere, l'arte della maieutica.

Henri Matisse - Musica (1907)
Henri Matisse - Musica (1910)
Vedo Sara che suona il flauto




Mi piace pensare che Daria Bignardi abbia voluto allestire per noi lettori la sua soggettiva galleria di Matisse, descrivendola a parole nel suo romanzo, in modo semplice, ma profondo, senza boria, ma con la capacità di colpire, come Matisse con i suoi colori. 

Daria Bignardi
"L'acustica perfetta"
Mondadori
pagg. 200
ISBN-13: 9788804616214
ottobre 2012
anche in versione ebook

martedì 13 novembre 2012

Ho commentato "Il Senso di una Fine"

Il senso di una fineIl senso di una fine by Julian Barnes
My rating: 4 of 5 stars

Quattro stelle e mezzo. La mezza stella mancata a causa della fine forse un po' affrettata, ma veramente un bel libro. Scritto magistralmente. Frequenti importanti spunti di riflessione. Barnes grande osservatore e conoscitore dell'intimo umano, senza peccare di spocchia, ma con la tipica ironia inglese. Umile e onesto.

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mercoledì 16 maggio 2012

Ho letto C'E' MA NON SI

C'E' Anna, a Greenwich, che viene contattata da Genevieve per tentare di far uscire dalla sua stanza degli ospiti un tizio, Miles Garth, che vi si è rinchiuso ormai da settimane - poi mesi -  durante una cena organizzata da quest'ultima e che non sa chi sia, se non il "compagno" di Mark, o cosa voglia.
MA Miles non se la fa con Mark, che sente la madre defunta parlargli all'orecchio e cerca di trovare un senso a ciò che è successo e che sta succedendo.
NON si capacita, May, di essere vecchia e vive nel ricordo di quando aveva tre figli e non due.
SI sa che i bambini guardano la realtà con occhi diversi e Brooke è una bambina molto, molto acuta, ma pur sempre una bambina.

Un romanzo fantastico. L'assurdità della situazione dà maggiore enfasi alle osservazioni del reale e del quotidiano. L'autrice scozzese gioca con le parole, con le storie, con i personaggi, con la vita, con il lettore. Un libro in corsa, che diviene man mano che si legge. Non mi stupirei se Woody Allen ne traesse un film e non mi sarei stupita se ad un certo punto della storia avesse fatto la sua entrata Godot.


Ali Smith
"C'è ma non si"
Feltrinelli
Traduttore: F. Aceto
pagg. 288
ISBN: 9788807018770
febbraio 2012
titolo originale: There but for the


venerdì 4 maggio 2012

Ho letto OSCAR WILDE E IL SIPARIO STRAPPATO

Mi ero dimenticata di pubblicare questo pezzo scritto per il magnifico blog Corpi Freddi: eccola!
Tornano le indagini di Oscar Wilde con il terzo romanzo di Gyles Brandreth “Oscar Wilde e il sipario strappato”. O meglio, inizia la carriera del poeta come investigatore. Infatti, rispetto alle prime due avventure della serie, facciamo un ulteriore salto indietro nel tempo fino al 1882, anno in cui Oscar Wilde, ventisettenne, scapolo, che non ha ancora dato i natali a Dorian Gray, tenne una serie di conferenze e seminari negli Stati Uniti d'America.

A bordo del piroscafo che lo riporta nel Vecchio Continente, Wilde stringe amicizia con l'impresario e celeberrimo attore La Grange e con il suo pittoresco seguito. I due decidono di collaborare al fine di mettere in scena, con poche pretese, “l'Amleto perfetto”, al famoso Théatre La Grange, Boulevard du Temple, Parigi.
Sbarcato in Inghilterra Oscar Wilde viene trattenuto alla dogana perché all'interno del suo baule viene rinvenuto il cadavere dell'odiosa barboncina di Liselotte La Grange, madre dell'attore, detta Maman da tutti, arcigna, razzista, viziata, acida e chi più ne ha più ne metta. Un macabro scherzo, una vendetta verso il tremendo carattere di Maman?
L'incidente viene archiviato con l'acquisto di una nuova barboncina. 
Il giovane Wilde si trasferisce a Parigi pronto per la stesura dell'Amleto, ma tra la compagnia del Teatro la Grange si nasconde un assassino. Oscar ha così la possibilità di scoprire questa sua dote investigativa, accompagnato da una nuova conoscenza, per lui, ma non per noi lettori. Quella di un timido, impacciato e squattrinato ventunenne, Robert Sherard, che subito rimane affascinato dal suo nuovo amico, dal mondo del teatro e dall'enigmatica primadonna della compagnia.
“Dovrai essere i miei occhi e le mie orecchie, Robert”, dice Oscar a colui che diverrà il suo biografo, migliore amico e narratore delle avventure che leggiamo.
In questo romanzo si è lontani dalle atmosfere british della Londra vittoriana, ma non si è delusi: Brandreth ci offre un magnifico spaccato della vita bohémien della Parigi di fin de siècle, con solita precisione storica ed una superba caratterizzazione dei personaggi.
Sebbene questo terzo romanzo sia storicamente ambientato prima dei due scritti precedentemente, ne consiglio la lettura in ordine di pubblicazione, così da gustare questo prequel nei dettagli, sebbene ogni avventura sia a sé stante.
Non manca il colpo di scena finale e ci sono pure i consigli di lettura dell'autore.
Buona lettura. 
Attendo con trepidazione la pubblicazione in Italia del quarto romanzo, già uscito in Inghilterra, dal titolo "Oscar Wilde and the Nest of Vipers (UK)" (Oscar Wilde and the Vampire Murders (USA)).
La recensione dei primi due romanzi dedicati alle investigazioni di Oscar Wilde: il dandy indaga
Il sito dei "misteri di Oscar Wilde", in inglese:  

Gyles Brandreth
"Oscar Wilde e il sipario strappato"
Sperling & Kupfer 
Traduttore: A. Garavaglia
Codice EAN: 9788820048723 
Pagine: 348
Titolo originale: Oscar Wilde and the Dead Man's Smile
Anno di pubblicazione 2010


mercoledì 2 maggio 2012

La App LA REGINA DI POMERANIA

L'icona della App n. 1 di Sellerio
E' da poco uscita la prima applicazione della  casa editrice Sellerio e non poteva partire meglio. Si tratta de La regina di Pomerania e altre storie di Vigàta: come "Gran Circo Taddei e altre storie di Vigàta", contiene otto racconti ambientati nella fantastica cittadina, tra la fine dell'Ottocento e la metà del Novecento. Ciascun racconto è introdotto  da Camilleri, tramite video, e letto dall'autore stesso: una delizia quell'accento siciliano e quella voce rassicurante.

Un particolare della App
Ogni storia è supportata da un glossario ipertestuale vigatese - italiano.
E' inoltre presente il divertente gioco "Prive di titolo" nel quale bisogna associare a trentotto copertine di Camilleri il titolo corretto. 
L'applicazione è disponibile in App Store ed è compatibile con iPhone 3GS, iPhone 4, iPhone 4S, iPod Touch (terza generazione), iPod touch (quarta generazione) e iPad. Richiede l'IOS 4.3 o successive. 




In ultimo, la firma di questa raffinata casa editrice: sullo schermo è riprodotta la carta vergata tipica delle pubblicazioni Sellerio. Una finezza che mi fa quasi sentire il profumo della carta. Lo trovo un bellissimo regalo. Grazie.


Il libro:

Andrea Camilleri
"La Regina di Pomerania e altre storie di Vigàta"
Sellerio
pagg. 320
EAN 9788838926419
marzo 2012
Disponibile anche in versione ebook








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