I miei preferiti

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Libertà
Mr Gwyn
Tre volte all'alba
Nel tempo di mezzo
1Q84: Libro 1 e 2. Aprile-Settembre
Ragione e sentimento
Una cosa da nulla
84, Charing Cross Road
Mr Jones e lo zoo della Torre di Londra
C'è ma non si
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Stirpe
Le notti bianche, La mite e Il sogno di un uomo ridicolo
Il Circolo Pickwick
Il Maestro e Margherita
La signora Dalloway
La cena
Un giorno di gloria per Miss Pettigrew
La metamorfosi


Barbara MrsTeapot B's favorite books »

venerdì 3 maggio 2013

L'ho incontrata

Indubbiamente ciascun essere ha, nell'universo dei libri, un'opera che lo trasforma in lettore, posto che il destino favorisca il loro incontro. Quello che Platone disse per la metà amorosa è ancora più vero per i libri.
(Amélie Nothomb, Dizionario dei nomi propri, Voland).

E' da molto che volevo scrivere questo post e ho trovato il coraggio ora di mettermi a nudo - perché la lettura può essere una cosa intima, sicuramente intimistica, ma bella da condividere -  e per farlo ho scelto il mese in cui noi lettori siamo più sensibili,  Il Maggio dei Libri, splendida iniziativa.
Quando lessi la citazione mi chiesi quale fosse la mia metà letteraria. Impossibile per me dirlo così su due piedi, perché nel momento in cui ci ho pensato mi saranno venuti in mente una ventina di titoli; ne serviva uno. Carta e penna alla mano, facendomi spazio tra i neuroni, mi è venuto in mente prima un Barbapapà, poi un libro dalla copertina blu (che ancora possiedo, l'ho trovato!) che mi fu regalato quando avrò avuto 7-8 anni, Le avventure di Sherlock Holmes, un'antologia di racconti scelti per bambini. E Trappola per topi, comprato in una di quelle bancarelle al mare in cui si vedono cataste di libri, soprattutto manuali e guide, che mi fece innamorare di Agatha Christie e dei gialli classici, che tuttora leggo.
L'adorazione che ho per la letteratura classica russa mi è venuta grazie a Delitto e Castigo.
Durante il biennio del liceo ho amato Kafka, Pirandello, PaveseOscar Wilde e l'Uomo Ragno, ma poi li ho odiati tutti, tutti i libri (l'Uomo Ragno no), perché imposti, spiegati male, non amati dalle professoresse del triennio. Quindi ho avuto un notevole periodo di buio letterario, una sorta di Medioevo personale, dal quale sono in parte uscita grazie ad un'ottima spiegazione de I Malavoglia  di un'ottima professoressa. Solo in piccolissima parte però, perché l'inizio dell'Università mi assorbiva completamente.
Ma poi ho letto Via Gemito di Domenico Starnone, che mi ha conquistato; Baudolino di Umberto Eco che mi ha divertito; La forza del passato di Sandro Veronesi che mi ha fatto fatto scoprire lo Stile (ricordo ancora che lessi tre volte di fila il capitolo 18, meraviglioso, e non facevo altro che raccontarlo a tutti). Questi tre romanzi, i miei personali capolavori, mi hanno riportato nel mondo fatto di carta e parole, mica parole così: parole speciali, magiche.
Le ore di Michael Cunningham e Le correzioni di Franzen mi hanno confermato che leggere è bello. Gli Esercizi di stile e I fiori blu di Queneau, mamma mia ... tanto di cappello.

La lista sembrava non finire, ma poi, eccolo lì che mi parlava, lo sento ancora, non lo dimenticherò mai, mai l'ho dimenticato, Meursault:
Oggi la mamma è morta. O forse ieri, non so.
Lo straniero, di Albert Camus, l'opera che ha fatto di me una lettrice.

E la vostra, di opera? Me lo fate sapere? Sono curiosa. Sembra un lavorone, ma tra centinaia di libri è lì, dentro di voi, basta farle spazio.





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