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Barbara MrsTeapot B's favorite books »

sabato 3 maggio 2014

Ho letto IL CARDELLINO

Donna Tartt alla Shakespeare
and Company di Parigi
L'ultimo romanzo di Donna Tartt è bellissimo. Dieci anni per scriverlo, pochi giorni per leggerlo, nonostante le sue quasi novecento pagine. Perché la storia cattura il lettore fin dalle prime righe, in cui troviamo un adulto Theo in stato confusionale, ubriaco, malato, forse drogato, forse colpevole di qualche delitto, nascosto in una stanza d'albergo ad Amsterdam, dove ha inizio il lunghissimo flashback che ci porta ad un Theo dodicenne che sta per intraprendere la sua incredibile avventura, dai toni modernamente dickensiani.

La copertina
Il cardellino, edito in Italia da Rizzoli, ha valso il Premio Pulitzer 2014 a Donna Tartt che ho trovato insuperabile per la ricercata accuratezza che ha avuto nella scelta di aggettivi, verbi, avverbi, luci, movimenti, umori, gesti, facce, camminate - doveroso un plauso al traduttore che ha reso onore alle doti della Tartt, Mirko Zilahi de' Gyurgyokai.
Quando descrive New York... mi sembrava di esserci nata e l'ho amata con tutto il cuore, a Las Vegas sono morta di caldo ed è stato il periodo più devastante che io abbia mai vissuto, ho respirato il profumo dei mordenti, degli impregnanti e dell'olio di lino. Ho rubato, amato, imbrogliato, mi si è spezzato il cuore e ho pianto di disperazione, di rabbia, di vergogna e di gioia.

Tra la "realtà" da un lato, e il punto in cui la mente va a sbattere contro la realtà, esiste uno spazio sottile, uno spicchio d'arcobaleno da cui origina la bellezza, il punto in cui due superfici molto diverse tra loro si mescolano e si confondono per procurare ciò che la vita non ci dà: e questo è lo spazio in cui tutta l'arte prende forma, e tutta la magia. 
E - aggiungerei - anche tutto l'amore. O, forse più accuratamente, questo spazio intermedio illustra la discrepanza fondamentale dell'amore.

Un romanzo che mi sento di consigliare a tutti perché non ascrivibile ad un unico genere, come in un dipinto, ci sono infinite sfumature; è un thriller, un romanzo di formazione, un romanzo d'amore, di amicizia, di avventura, d'arte.

Dopo aver letto la critica magistrale di Matteo Persivale, che lesse The Goldfinch in anteprima, non mi sento all'altezza di aggiungere altro perché sarebbe superfluo e vacuo. Vi raccomando quindi il suo pezzo Donna Tartt: l'eternità è un cardellino scritto per La Lettura del Corriere della Sera e che potete leggere cliccando sul titolo dell'articolo. Godetevelo, sono sicura che dopo vorrete avere tra le mani Il cardellino e congratularvi con Persivale (io l'ho fatto).

Il cardellino,
di Carel Fabritius
Un unico e ultimo consiglio, se volete fare i fichi l'edizione cartacea farà un figurone in libreria e tutti vedranno che avete letto la Tartt, ma per i lettori librocubicolari come me, e dotati di lettore e-book, consiglio la versione digitale, i polsi ringrazieranno.

Un appunto, fino al 25 maggio Il cardellino di Carel Fabritius è esposto al Palazzo Fava di Bologna che ospita l'eccezionale mostra La ragazza con l'orecchino di perla. Il mito della Golden Age. Da Vermeer a Rembrandt - Capolavori dal Mauritshuis. Spero di riuscire ad andarci, so già che mi commuoverò. (Ho fatto trenta... vi raccomando anche, se non l'avete già letto - è del 2000 -  La ragazza con l'orecchino di perla, di Tracy Chevalier - Neri Pozza. Merita, ha anche fatto "cambiare" nome al dipinto, nonostante il turbante sia sempre al suo posto).

Buona lettura a tutti, anzi, ottima.

Grazie a M. per il bellissimo regalo.
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