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Mr Gwyn
Tre volte all'alba
Nel tempo di mezzo
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Ragione e sentimento
Una cosa da nulla
84, Charing Cross Road
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C'è ma non si
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Stirpe
Le notti bianche, La mite e Il sogno di un uomo ridicolo
Il Circolo Pickwick
Il Maestro e Margherita
La signora Dalloway
La cena
Un giorno di gloria per Miss Pettigrew
La metamorfosi


Barbara MrsTeapot B's favorite books »

lunedì 14 ottobre 2013

Ho letto LA MACCHINA FATALE

Letterariamente parlando, le ultime tre settimane sono state magnifiche per me perché ho letto tre libri stupendi, molto diversi tra loro, vuoi per genere, vuoi per stile. Julian Barnes è una mia vecchia passione e il suo "Livelli di Vita" (Einaudi) mi ha esaltato e commosso. L'ultimo romanzo letto, di cui parlerò tra pochissimi giorni, è scritto da un'autrice fino a poco tempo fa a me sconosciuta che è subito riuscita ad entrarmi nell'anima: Ruth Ozeki, una delle candidate al Man Booker Prize 2013 con il romanzo "una storia per l'essere tempo" (Ponte alle Grazie). E se non vince lei, vorrà dire che chi si sarà aggiudicato il premio vincerà anche il Nobel, perché ce ne vuole a scrivere qualcosa di migliore.

Ned Beauman. Photo by Nadav Kander.
"La macchina fatale" (Neri Pozza) chiude questo magnifico tris di libri eccezionali e l'autore di questa pazzesca storia è il giovane ventottenne Ned Beauman, inglese e bravissimo, anche se il termine bravissimo è forse restrittivo. Perché non solo è bravo a scrivere, ma è bravo a raccontare, a descrivere, a caratterizzare. Senza spocchia trova gli aggettivi giusti per descrivere in modo lineare e conciso le scene e i personaggi, soprattutto grazie alla padronanza ed all'originalità delle metafore e delle similitudini che inventa: Heijenhoort era latte parzialmente scremato, rispetto al burro rancido di Ziesel, 
o ancora 
alla luce della lampada a gas la pelle sembrava morbida come acqua, le vertebre della spina dorsale come ciottoli semisommersi in un ruscello. 
E poi è un secchione simpaticissimo, dalla fantasia incredibile. Mi sono divertita da matti a leggere. Ned Beauman è fuori di testa e mi sono subito innamorata di lui.

Difficile per me raccontare la storia del romanzo, perché viene penalizzata, è da leggere.

Nel 1931, in un teatro berlinese incontriamo Egon Loeser (una certa assonanza con loser, perdente), giovane scenografo impegnato nella realizzazione del congegno del teletrasporto ideato da Adriano Lavicini, anch'egli scenografo, per la messa in scena della storia della vita di quest'ultimo che si è conclusa nel 1679 a seguito di un tragico incidente avvenuto in teatro durante una rappresentazione in cui molte persone persero la vita.
Loeser è giovane, un po' borioso e frequenta il giro bohèmien degli artisti berlinesi, votati all'eccesso, al vanesio ed all'eccentricità, in voga negli anni Trenta. Durante una di quelle feste a cui bisogna andare altrimenti sei out, e perché quella sera avrebbe fatto la sua fastidiosa apparizione Brecht, durante le quali ci si mostra e basta, si beve e ci si droga, Egon incontra la bellissima Adele Hitler ed è amore a prima vista, da parte di lui.

Neri Pozzatitolo originale "The Teleportation Accident"
Adele, oltre ad essere oltremodo affascinante, è anche molto, ma molto facile, una groupie degli artisti e, manco a farlo apposta, va a  letto con tutti tranne che con Loeser, che, ferito al cuore e nell'orgoglio, non esita a cercare la sua pulzella scappata "per amore" dalla Germania, prima a Parigi, poi in California.
Durante il suo peregrinare, Egon incontrerà una serie di personaggi che sono vere e proprie macchiette - vorrei un romanzo solo su il colonnello Gorge, affetto da agnosia visiva e pessimo oratore.

Intanto Hitler, Adolfo, non Adele, mette in atto la sua assurdità, ma il nostro antieroe poco se ne cala, tutto preso com'è dalla ricerca del suo "dovuto atto carnale con Adele" e di una copia di "Mezzanotte alla scuola infermiere" che, perso, non può più fargli compagnia durante le sue notti in bianco.

Finalmente in California sembra avvicinarsi ad avere ciò che vuole, ma dovrà fare i conti con spie, omicidi, magnati e fisici del CalTech.

Ned Beauman riesce a dar risalto a fatti storici mettendoli in ombra, a mescolare diversi generi - giallo, storico, fantascienza, rosa, umoristico - senza fare pasticci, ma creandone, secondo me, uno nuovo che a me piace da impazzire.


La macchina fatale è il suo secondo romanzo, che gli è valsa la candidatura al Man Booker Prize del 2012. Appena avrò terminato le mie prossime letture (Coe, Lahiri, Mazzucco), leggerò sicuramente il primo romanzo "Pugni, Svastiche, Scarabei" (Sironi editore) e attenderò con trepidazione la pubblicazione del terzo "Glow", prevista a maggio 2014 in Gran Bretagna e, spero, entro breve anche in Italia.



Se non amate lo scontato, se vi volete divertire e se pensate di essere preparati a tutto, leggete "La macchina fatale" perché è fantastico!

Lista infinita di BOOKies, perché Beauman ha una marcia in più:

Berlin Alexanderplatz, di Alfred Döblin (praticamente questo romanzo è un co-protagonista)
Fenomenologia trascendentale, di Husserl
La Politica, di Aristotele
Opera da tre soldi, di Brecht
Nietzsche contra Wagner
Ulisse, di Joyce
Inferno, di Dante
Fiesta, di Hemingway
Sogno di una notte di mezza estate, di Shakespeare
Le montagne della follia; Cthulhu; Città senza nome, di H.P. Lovecraft
Il tavolo fantasma, di Elliot O'Donnell
De rerum natura, di Lucrezio
L'uomo senza corpo; L'orologio che andava all'indietro, di Edward Page Mitchell
La macchina disintegratrice, di A.C. Doyle

e i romanzi inventati come i polizieschi di Stent Mutton, autore mito di Loeser (in un'intervista Beauman racconta di essersi ispirato a James M. Cain, l'autore de "Il postino suona sempre due volte"); Aria impervia e Lo stregone di Venezia, del suo amico - nemico Ripert Rackenham; Nobili infelici, del millantatore Scramfield; Signore! Come portarle a letto, di tale Clark Snable e il feticcio Mezzanotte alla scuole infermiere.
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