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mercoledì 30 ottobre 2013

Ho letto DOMENICA CON LE SUPREMES

 Edward Kelsey Moore, violoncellista, esordisce come romanziere a cinquantadue anni con Domenica con le Supremes, ispirandosi alle figure della madre, della sorella, delle zie e delle cugine, regalando ai lettori una magnifica storia di coraggio. Come ha scritto su The New York Times, Moore non ha mai avuto la tentazione di declinare il logoro cliché della stronzetta di colore sfacciata - sul genere delle tremende Housewives of Atlanta, sboccate, arroganti ed egoiste - che la cultura popolare ha messo sullo stesso piano delle energiche donne nere. Niente a che vedere con le donne che mi hanno tirato su.
Coraggio che nasce dalla forza di tre donne, amiche da più di quarant'anni, diverse tra loro, ma complementari. 

La fin troppo schietta, e grossa, Odette, nata su un Sicomoro, che ha ereditato dalla bizzarra madre il dono di parlare coi defunti; Clarice, sua amica fin dall'infanzia, succube di una madre moralista alla quale non è mai riuscita a ribellarsi e di una vita che deve per forza accettare, altrimenti "fa brutto"; la bellissima Barbara Jean, sposata con un uomo vecchio e molto ricco, che sa che cos'è il dolore perché segnata da un terribile passato.

Cascasse il mondo, le tre amiche si incontrano tutte le domeniche, dopo la Messa, al locale All-You-Can-Eat del tenerissimo Earl - una sorta di Alfred di Happy Days - il ristorante in cui si ritrovano fin dagli anni Sessanta e dove, nell'estate del 1967, alla fine del terzo anno delle superiori, vennero soprannominate le Supremes, come il gruppo che spopolava in quegli anni - per la cronaca, c'era Diana Ross nel gruppo!
Il romanzo racconta il presente ed il passato di queste tre formidabili donne, sullo sfondo di quarant'anni di realtà dell'Indiana, circondate da personaggi - mariti, madri, cugine - altrettanto pittoreschi, legate tra loro da un'amore tanto forte da riuscire ad affrontare qualsiasi cosa.
Si ride e si piange. Si legge tutto d'un fiato. Un romanzo da regalare non solo alla migliore amica, ma alle donne che ami.

Un unico rammarico. Non essere nata nera nell'Indiana per essere la quarta Supremes
Ma supreme(s) si può sempre diventare.





Edward Kelsey Moore
"Domenica con le Supremes"
Mondadori (2013)



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